Giulio Adobati, tra forma e materia
Verrà inaugurata sabato 10 aprile, allo Spazio Zero la mostra del pittore, visibile fino al 25 aprile
“Percorrere la storia creativa di Giulio Adobati significa riconoscere un uomo e un artista che innanzitutto nutre una grande fede nell’arte e nella sua forza propulsiva. Da qui la necessità tutta sua di raccontare, di narrare e di evocare attraverso la materia sensazioni, sogni, ma anche memorie, percezioni visive interiorizzate.” Così Francesca Marcellini inizia la sua presentazione della mostra "La pittura come racconto tra forma e materia" che verrà inaugurata sabato 10 aprile allo Spazio Zero di Gallarate.
Nato e cresciuto in una valle alle pendici del Monte Rosa, Giulio Adobati riporta nei suoi quadri il mondo naturale e, in contrapposizione all’angoscia esistenziale del mondo contemporaneo, propone le sue composizioni di vita dove tutto si trasforma da quello che è a qualcosa d’altro e ciascuno è attore e spettatore al tempo stesso; squarci di vita vissuta o immaginata, aneliti di libertà estrinsecati attraverso una singolare energia creativa che non si esaurisce mai.
Le opere, in mostra allo Spazio Zero sino a domenica 25 aprile, sono lavori realizzati tra il 2001 e il 2010 prevalentemente a olio su tela, con occasionali innesti di altri materiali quali legno, metalli, acrilici.
“La forza del gesto espresso in dense spatolate e pennellate corpose, crea una tela di potente impatto, dove esplode una vitalità dirompente capace di destare suggestioni sempre nuove. Spessori colorati densi come magma che assimila la materia e l’immagine e lascia scorgere dietro la forma la non forma, il visibile e l’invisibile. Un sentimento della materia capace di rimettere in gioco segni perduti nel tempo, per vederli affiorare in un’immagine carica di echi”.
Giulio Adobati è attivo dalla fine degli anni 70, spinto da un amore naturale verso la pittura. La prima personale è del 1987 con una mostra di ritratti espressionisti e visioni metropolitane incupite da "colate" esistenziali. Da allora le mostre si susseguono di anno in anno per raggiungere attualmente oltre trenta personali, in varie località italiane e fiere d’arte. Numerosi anche i premi e riconoscimenti, fra gli ultimi la medaglia d’oro "Citta di Verbania" e il Premio Renè Magritte conferito a Bruxelles nel 2009. Ha collaborato anche con il maestro scultore San Gregorio e ricevuto recensioni da critici di fama azionale; ha esposto recentemente in una collettiva all’Infantellina Contemporary di Berlino. Artista pittore tiene anche corsi di pittura privati e pubblici a Domodossola e Malesco.
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