La polizia ferma i camion “transformers”
Da un normale controllo su strada sono partite le indagini, durate alcuni mesi, delle Unità specializzate sull'autotrasporto del Corpo di Polizia Locale rhodense
La Polizia Locale di Rho ha portato a termine l’operazione di polizia stradale e giudiziaria denominata "Transformers", che ha preso il via dopo un normale controllo su strada di un autocarro. Dai documenti controllati dalla carta di circolazione, dalle specifiche tecniche e dei dati oggettivi dell’autoveicolo, il telaio è risultato modificato, contraffatto e più lungo di oltre mezzo metro.
Così da un controllo normale sono partite le indagini, durate alcuni mesi, delle Unità specializzate sull’autotrasporto del Corpo di Polizia Locale rhodense. Gli accertamenti hanno condotto all’individuazione e al sequestro di 5 autocarri modificati e non solo nei telai, ma del tutto assemblati con parti meccaniche, addirittura motori, che da aspirati erano diventati turbo, e anche cabine e interni dei veicoli stessi; in un caso è stata anche accertata la non regolare registrazione di targhe e di documenti alla Motorizzazione dei Trasporti Civili.
Quindi, camion rivenduti con pezzi meccanici di dubbia provenienza e legalità, assemblati in officine e carrozzerie compiacenti, in spregio a qualsiasi norma sulla sicurezza per i conducenti stessi e per la circolazione stradale; officine che si sta provvedendo ad individuare per le successive verifiche, accertamenti questi che promettono sviluppi ulteriori.
Nella rete di controllo degli Agenti di Rho, intanto, sono caduti ben venti cittadini di origini sudamericane, per lo più ecuadoriani e peruviani, impiegati e sfruttati nell’attività di autotrasporto conto terzi come conducenti; costoro, all’atto delle verifiche, hanno esibito documenti falsi o contraffatti, nello specifico patenti nazionali e internazionali.
Tutti i documenti posti sotto sequestro, oltre ad essere stati testati preliminarmente dalle attrezzature scientifiche in dotazione al Comando di Corso Europa, sono stati già sottoposti a perizia, con riscontro positivo, dall’Ufficio Falsi Documentali della Polizia Locale di Milano, con il quale la Polizia Locale rhodense collabora sinergicamente da tempo.
Alla Procura della Repubblica di Milano sono, quindi, state denunciate venti persone, di cui alcune con precedenti penali anche specifici, per reati che vanno dal possesso di documenti falsi alla guida senza patente, alla ricettazione, allo sfruttamento di manodopera clandestina e alla immigrazione clandestina in violazione della Legge Bossi-Fini.
Non sono sfuggiti agli accurati controlli i titolari delle aziende di autotrasporto che impiegavano detti cittadini extracomunitari; infatti i controlli di polizia incrociati con i sistemi informatici della Camera di Commercio "Telemaco", con gli Uffici Amministrativi della Provincia di Milano e della Motorizzazione hanno permesso agli investigatori del Comando di Rho di riscontrare la irregolarità delle autorizzazioni per il trasporto in conto terzi, che in alcuni casi risultavano inesistenti e in altri cessate per fallimento o per messa in liquidazione delle società di autotrasporto, ciò in evidente violazione della vigente normativa fiscale, tributaria e stradale.
Per quanto riguarda l’aspetto prettamente amministrativo, per violazione degli articoli 82 e 85 del C.d.S. "uso diverso o per destinazione diversa del veicolo" e della specifica normativa sull’autotrasporto, sono state comminate sanzioni al Codice Stradale indicativamente per oltre 44.000 Euro con Rapporto alla Prefettura di Milano, Autorità che irroga la sanzione pecuniaria (generalmente oltre i 2.500 Euro ciascuna, proprio a seguito del rapporto della Polizia Locale); sono state ritirate 23 carte di circolazione, con sospensione dalla circolazione stradale da 1 a 6 mesi, quale sanzione accessoria stabilita dalla MCTC di via Cilea a Milano, sempre a seguito delle relazioni trasmesse dal Comando rhodense.
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