Le Liberazioni di Lonate, ieri il fascismo, oggi la ‘ndrangheta
Gli autori di "Polo Nord", il libro che racconta le infiltrazioni mafiose nel settentrione, saranno sul palco delle celebrazioni per la liberazione dal nazifascismo nel paese protagonista dell'operazione anti-cosche di un anno fa
Il 25 aprile a Lonate Pozzolo si festeggeranno due "liberazioni", quella dal nazifascismo e quella dalla ‘ndrangheta. Almeno questo è il senso che vuole dare alla giornata l’amministrazione comunale che, sindaco Piegiulio Gelosa in testa, ha deciso di far partecipare alla manifestazione in ricordo della lotta di liberazione avvenuta tra il ’43 e il ’45 Igor Greganti e Fabio Abati, i due autori di "Polo Nord", il libro che racconta le infiltrazioni delle mafie nel nord Italia (nella foto la presentazione avvenuta a Busto Arsizio). Si tratta della prima manifestazione pubblica chiaramente antimafia promossa dall’amministrazione stessa.
A Lonate Pozzolo la presentazione di questo libro, che all’interno ha anche una parte dedicata alla triste fama di questo paese, assume un significato particolare a poco più di un anno dall’operazione Bad Boys che portò all’arresto, da parte della Dda di Milano, di 39 persone legate alle cosche di Cirò Marina capeggiate dalle famiglie Farao-Marincola e che proprio alle porte di Malpensa aveva creato una "locale" di ‘ndrangheta che aveva stretto in una morsa fatta di estorsioni, usura e rapine quella fascia di terra compresa tra l’Alto Milanese e il Basso Varesotto. Per 25 dei 39 arrestati il processo, che ha tra i capi di imputazione l’associazione a delinquere di stampo mafioso, prenderà il via l’8 giugno al tribunale di Busto Arsizio.
A Lonate per le strade, in effetti, si respira un’aria che sa di liberazione. Seppur nessuna denuncia sia prevenuta alle forze dell’ordine in merito alle estorsioni e all’usura, la cittadinanza si sente liberata dall’oppressione spavalda che esercitavano molti elementi della locale. «Forse oggi sentiamo più questa liberazione che quella dal nazifascismo – raccontano alcuni anziani del paese davanti ad un bar – qui c’è stato un periodo davvero terribile. La gente andava ad abitare altrove per non dover sopportare più certe angherie e certi soprusi». Così la pensa anche Pino De Luca, macellaio del paese, che pur non avendo mai subito tentativi di estorsione sentiva la presenza del clan: «Non mi hanno mai chiesto niente, anzi hanno sempre pagato regolarmente la merce acquistata – racconta – so che in altri esercizi spesso entravano, consumavano e se ne andavano senza pagare. Comunque, quando entravano e avevo qui dei clienti, si sentiva una certa aria pesante fatta di occhiate, tensione». C’è anche chi non condivide questa scelta di accomunare questi due avvenimenti: «Non capisco cosa c’entrino le due cose insieme – racconta Ambrogio Regalia – ben venga l’iniziativa antimafia ma facciamola in un altro giorno. Il 25 aprile è la festa della Liberazione». Da quando molti di questi personaggi sono in carcere non si sono più verificati incendi agli esercizi commerciali, ai mezzi di cantiere, alle auto e il silenzio della notte non è più interrotto da spari alle claire.
Contrari o no in molti parteciperanno all’iniziativa promossa dal primo cittadino che, infatti, ne vuole sottolineare lo spirito: «Non c’è nessuna volontà di oscurare il vero significato della festa – spiega Piergiulio Gelosa – ma abbiamo voluto accogliere lo spirito di chi vede in questa commemorazione una festa della libertà in tutti i sensi». Igor Greganti e Fabio Abati hanno accettato subito l’impostazione dell’iniziativa: «Non sono molte le occasioni che abbiamo per presentare questo libro – spiegano – quindi anche questa ci è sembrata una buona iniziativa. Tra l’altro sappiamo che a Lonate nessuno ha denunciato le intimidazioni e le richieste estorsive pur sapendo, in molti, quello che accadeva. Noi interverremo anche per interrompere questa catena della paura che genera omertà».
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