Tribunale “vietato” ai disabili, il Comune risponde
L'amministrazione comunale precisa ciò che è fatto e ciò che si farà in futuro per l'eliminazione delle barriere architettoniche
Riceviamo e pubblichiamo
In riferimento alla vicenda di un cittadino diversamente abile che oggi, 15 aprile 2010, non ha potuto raggiungere gli uffici del Giudice di Pace di Gallarate, l’Amministrazione comunale, nell’esprimere sincero rammarico per quanto accaduto, precisa quanto segue.
All’Assessorato Lavori Pubblici non è giunta, nel recente passato, alcuna segnalazione sul malfunzionamento dell’apparecchiatura utilizzabile dai portatori di handicap per superare la barriera architettonica costituita dai gradini di accesso alla struttura. Se tale indicazione fosse arrivata, sarebbero state attuate tutte le procedure necessarie ad affrontare il problema.
Preso atto dell’inservibilità dell’apparato, verranno poste in essere quanto prima le misure necessarie al ripristino del servizio. Va da sé che il Comune può intervenire in tal senso nel momento in cui gli viene evidenziato il problema, non prima. I guasti, in effetti, possono verificarsi anche se viene effettuata regolare manutenzione.
Con speciale riferimento ai commenti apparsi su Varese News, opera degli indignati per professione e dei fustigatori del Comune per partito preso, si aggiungono alcuni dati di fatto che agli occhi dei più disinformati sono evidentemente sfuggiti.
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Negli ultimi anni il Comune si è impegnato in una sistematica opera di rimozione delle barriere architettoniche, anche in strutture che solo vagamente ricadevano nella sfera d’azione dell’Amministrazione cittadina.
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Terminati gli interventi su tutti gli edifici di particolare interesse pubblico, per esempio le scuole che ricadono sotto la competenza del Comune, si sta procedendo a dotare dei necessari apparati l’ultimo stabile ancora inaccessibile ai cittadini disabili, ovvero Palazzo Borghi. I tempi con cui si sta procedendo all’istallazione di un ascensore nello storico immobile (costo, 350.000 euro) sono risultati dilatati a causa della necessità di procedere in accordo con la Soprintendenza. Va ricordata, inoltre, l’opera di rappresentanza che il Comune ha portato avanti per accelerare la sospirata attivazione di un ascensore nella stazione ferroviaria di piazza Giovanni XXIII, presidio che, come intuibile, non viene gestito dall’Amministrazione gallaratese.
Posto che le barriere architettoniche sono un problema ereditato da decenni di indifferenza e che l’opera per la loro totale eliminazione è lunga e difficile, anche se su questo fronte a Gallarate si lotta con costanza, si sottolinea che il Comune ha in programma iniziative mirate anche in futuro. Si anticipa, a tal proposito, un progetto secondo il quale, a breve, studenti delle scuole superiori faranno visita agli Uffici dei Lavori Pubblici ed elaboreranno insieme ai tecnici del Comune un progetto che porterà all’abbattimento delle barriere in una porzione particolarmente sensibile del territorio cittadino. L’iniziativa, che coinvolge diversi enti e su cui verranno presto diramate informazioni dettagliate, ha il preciso scopo di coinvolgere professionisti e giovani, nella consapevolezza che dalla collaborazione fra generazioni e sensibilità diverse possono scaturire risultati concreti e quello scatto di coscienza senza il quale ostacoli e barriere continueranno a esistere.
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