Al via il processo derivati
Imputate 4 banche e 11 funzionari. Il comune parte civile. Udienza rimandata al 19 maggio
Quattro banche e undici funzionari sotto accusa a Milano per l’affaire derivati. Gli istituti di credito sono accusati di aver truffato per 100 milioni il comune con prodotti swap.
L’udienza è cominciata attorno a mezzogiorno davanti al giudice Carmen D’Elia. Il comune si è costituito parte civile, assieme a diverse associazioni di consumatori.
Secondo l’accusa i quattro colossi del credito, Deutsche Bank, la svizzera Ubs, la statunitense Jp Morgan e la irlandese Depfa Bank, specializzata in finanziamenti alla pubblica amministrazione e negli affari immobiliari, invece di aiutare il Comune di Milano a capire e a scegliere i finanziamenti più convenienti, con relativi contratti in derivati, lo avrebbero truffato.
La vicenda risale al giugno 2005, quando sindaco di Milano era Gabriele Albertini, con attività di rinegoziazione protratta fino al 2007, quando era già stata eletta Letizia Moratti.
Il procedimento ha al centro uno swap trentennale che risale al 2005 tra il Comune di Milano e le banche. La pubblica accusa sostiene che gli imputati abbiano truffato il Comune di Milano, guadagnando illecitamente oltre 100 milioni di euro. Le banche coinvolte hanno negato ogni addebito ribadendo piena fiducia nei propri dipendenti.
Tra gli imputati ci sono due persone che all’epoca dei fatti ricoprivano il ruolo di funzionari del Comune di Milano, tre funzionari di Ubs, due di Deutsche Bank, quattro di Jp Morgan e due di Della Bank.
L’udienza e’ stata aggiornata al prossimo 19 maggio.
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