“Corro la cronometro come se fossi alla pari di Arroyo”
Dopo la tappa del Tonale, Ivan Basso si concentra sull'ultima tappa e resta scaramantico: «Devo rimanere sereno e non pensare al vantaggio». Poi torna a ringraziare i compagni: «Ancora perfetti, soprattutto Vanotti»
Se “l’unione fa la forza” era stato il motto di Basso e della Liquigas nella tappa dell’Aprica, al passo del Tonale la frase del giorno in casa verdeblu è probabilmente “calma e sangue freddo”. Lo spiega proprio la maglia rosa, nella consueta conferenza stampa (foto a lato) riservata al leader della classifica generale: «L’ordine di stamattina era proprio quello di mantenere la calma – dice Ivan – Vietato per i miei compagni lasciarmi isolato o solo con Nibali, vietato perdere pezzi per strada. Così abbiamo scelto di non inseguire subito una fuga importante e abbiamo preferito lavorare compatti; tutti sono stati bravi anche questa volta nello svolgere il proprio compito ma io voglio ringraziare in modo particolare Vanotti. Si è accorto che qualcuno aveva meno gambe del solito e allora ha lavorato per tre: bravissimo».Tra Basso e il Giro d’Italia c’è ancora una cronometro di 15 chilometri, quella di Verona, e il varesino non la vuole sottovalutare. «Preparerò l’ultima frazione come se avessi lo stesso tempo di Arroyo e degli altri avversari, cercando però di non perdere quella serenità che sono riuscito ad avere anche quest’oggi. Ditemi che sono scaramantico, o realista, ma prima di pensare alla vittoria mi concentro sulla tappa di Verona».
Ancora una volta il discorso torna sulla squadra e sul gioco effettuato da Basso per “salvare” il terzo posto di Nibali. «Devo molto a Vincenzo per come sta andando questo Giro e quando Scarponi lo ha attaccato nel finale il mio primo pensiero è stato quello di rimanere con lui, per tirare fino al traguardo. Poi però hanno prevalso la possibilità di guadagnare altro terreno su Arroyo e il fatto di togliere a Scarponi l’abbuono, così ho sprintato per il terzo posto di giornata. Ora Nibali ha un secondo di vantaggio su Michele ma credo che nella cronometro possa rinsaldare la sua posizione sul podio».
Per quanto riguarda il suo ruolo in Liquigas, Basso spiega: «Qui sono stato coccolato per due anni come fossi un giovane di belle speranze; mi è stato dato il tempo di tornare al vertice e ritrovare la leadership, una cosa che va espressa sempre, non solo quando si è il capitano visto che questo può cambiare a seconda della corsa che affrontiamo. Io voglio che i miei compagni sentano sempre la mia presenza, in modo da mantenere un’unità che non nasce per caso ma perché lavoriamo insieme da tanto tempo».
La chiusura è per un avversario fiero, Cadel Evans: «Penso sia un campione vero, che con il suo impegno ha onorato al meglio questo Giro d’Italia. Io non so se sia sempre stato bene o se qualche giorno abbia mascherato malanni o fatica, so però che ha attaccato con tenacia fino all’ultima salita e questo spiega bene la sua grandezza».
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