Fondazione Blini, si riparte: convocato il CdA

Soddisfatto Farioli: "Nessuno mette più in discussione l'intitolazione a Giovanni Blini". Ma all'orizzonte di profila una "spina" politica: la richiesta del PD che Lattuada (PdL) lasci il consiglio d'amministrazione

La Fondazione Blini si prepara a convocare il suo CdA entro fine mese. Sulla sua strada si pongono un problema politico – la presenza nel consigliere d’amministrazione di Checco Lattuada, contestata dai colleghi Mariani e Bolis – e uno pratico: rilanciare l’attività di una fondazione dotata di risorse ma non di sede e fin qui rimasta un ente fantasma privo di qualsivoglia risvolto pratico che andasse al di là della polemica.
Del CdA al momento fanno parte lo stesso Farioli, Gussoni, Jacopo Leone Bolis, Valerio Mariani, Checco Lattuada, Paola Porrini (indacata dalla Provincia), Rudy Collini, il dirigente del liceo Candiani Andrea Monteduro e l’assessore alle politiche giovanili Ivo Azzimonti. Il CdA ha ancora davanti a sè un paio d’anni di mandato, «ma non è escluso che lo si riveda in accordo con la Provincia» ha buttato lì infine il sindaco. Come accennavamo, c’è un problema politico fra gli elementi su cui fare chiarezza, riferiva Farioli, c’è la richiesta di dimissioni dal CdA dell’ex-An Lattuada, avanzata dai consiglieri in quota PD Mariani e Bolis.
Il nuovo sviluppo viene a riprova del fatto che talvolta un sassolino può smuovere una montagna. Tutto partiva da una domanda posta via web al sindaco da un’associazione giovanile (26per1), e dalla successiva presa di posizione rispetto alla risposta del primo cittadino di Bolis, poi raccolta dal vicepresidente della Fondazione Stefano Gussoni. Il momento, insomma, era maturo: convocato fin qui in tutto e per tutto una volta in tre anni, il CdA si riunirà il 24 maggio.

La Fondazione, fortemente voluta dall’allora presidente della Provincia di Varese, il bustocco Marco Reguzzoni, fu istituita nel 2007 a seguito di una convenzione con Villa Recalcati che stanziava 200.000 euro per la programmazione di una politica giovanile di qualità. Sul ritardo nell’entrata a regime della Fondazione pesa l’indisponibilità della sede prevista, l’edificio di piazza Trento e Trieste tuttora utilizzato dal liceo artistico Candiani per i noti ritardi nei lavori della nuova struttura del liceo. non sarà prima di un paio di anni che la situazione potrà sbloccarsi.
Dopo tre anni di polemiche – particolarmente intense sull’intitolazione a Giovanni Blini, fondatore di Comunità Giovanile ed esponente di destra (di vedute in verità in anticipo sui tempi), purtroppo prematuramente scomparso per un incidente nel 1990, e sulle modalità "decisioniste" delle prime nomine – il sindaco Gigi Farioli, presidente della Fondazione, ha ricevuto ieri formale richiesta di convocazione del CdA firmata da Azzimonti a nome dell’amministrazione comunale, dal vicepresidente Stefano Gussoni e dai consiglieri di amministrazione Mariani, Bolis e Lattuada. «Una richiesta per superare in maniera trasparente i problemi rimasti sottotraccia in questi anni» secondo il sindaco, e che «finalmente permetterà di dare il via alla progettazione delle attività della fondazione. Per un protagonismo giovanile non settario ma aperto a tutte le realtà associazionistiche, con il solo limite che siano condivisi e riconosciuti i valori fondanti la cultura e la civiltà della nostra città, in primis la libertà, la democrazia e la voglia di fare».

Il punto fermo che Farioli teneva a sottolineare è l’accettazione sostanziale della Fondazione così come è stata concepita da parte di tutte le parti coinvolte. «Nessuno tra gli attori protagonisti mette più in discussione l’intitolazione a Giovanni Blini, che pur manifestando in vita idee molto ben collocate sul piano politico, ha sempre dimostrato il desiderio di ‘andare oltre gli steccati’: questo passo avanti permette finalmente alla fondazione di diventare operativa per cogliere un’opportunità unica per i giovani della città» ha osservato Farioli. «Nel segreto e nella chiarezza» rimarcava il sindaco «sono state poste necessità di chiarimenti dal comitato culturale e dal CdA che ha chiesto di essere convocato». Anche perchè il comitato culturale nominato a suo tempo è ormai scaduto: aveva una durata di tre anni. Andrà ricostituito, «ma abbiamo già delle idee da proporre». Del resto, come sottolineava il vicepresidente Gussoni, «la Fondazione Blini, apolitica e apartitica, superate le sterili polemiche, costituisce una grande opportunità, in Italia un’istituzione come questa non esiste».
In merito alla convocazione del consiglio d’amministrazione, aggiungerà in un comunicato, "credo sia giusto sottolineare e rimarcare come tale legittimo atto sia stato compiuto come atto di fiducia e di sprono; l’unico bene che si intende perseguire è il bene comune della città, nella speranza che sia obbiettivo condiviso da tutti i corpi sociali e istituzionali coinvolti. Invito dunque tutti a stringersi ancor più fortemente intorno al progetto Fondazione Blini e a contribuire con le proprie specificità. Invito il Sindaco e Presidente, la cui profonda sensibilità in merito ai giovani è fatto noto, ad incarnare il ruolo di guida di un ente che affonda la sua ragion d’essere sulla ricchezza della società civile di Busto Arsizio".

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Pubblicato il 15 Maggio 2010
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