In difesa dell’acqua pubblica, anche a Gallarate
Costituito il comitato cittadino per l'acqua pubblica: sabato e domenica banchetti nelle piazze per raccogliere le firme necessarie al referendum
Anche a Gallarate, come in moltissime altre realtà, nasce il Comitato per l’Acqua Pubblica. Partiti politici, associazioni, comitati cittadini e singole persone si sono ritrovate giovedì 6 maggio ed hanno costituito il Comitato cittadino per l’Acqua Pubblica. «La battaglia per la ripubblicizzazione
dell’acqua, privatizzata dai governi delle destre (PdL e Lega), sta riscuotendo un enorme successo. Nei soli primi due giorni sono state raccolte già oltre centomila mila firme. Ad ogni banchetto si ripetono le stesse scene: code per firmare, interesse, partecipazione, coinvolgimento. E tutto questo per smentire immediatamente chi sostiene che i referenda non servono più, che hanno stancato i cittadini, che non interessano. Evidentemente il tema dell’acqua come bene comune, inalienabile e condiviso ha riacceso l’interesse e la passione di decine di migliaia di persone. E non soltanto chi da sempre agisce nella società attraverso partiti o associazioni». Il movimento per l’acqua vede la forte partecipazione di tanti cittadini che non hanno mai direttamente partecipato alla vita sociale dei loro territori, ma anche di vescovi, sindacalisti, amministratori locali di tutti gli schieramenti, associazioni di consumatori, intere parrocchie o diocesi. Esemplare il caso della Puglia, dove la mobilitazione ha ottenuto un grande sostegno dalla chiesa locale, oltre che dalle forze della sinistra e dall’associazionismo, e dove anche diverse amministrazioni comunali guidate dal centrodestra hanno votato documenti a sostegno dell’acqua pubblica: nel primo weekend di raccolta delle firme, in Puglia si sono registrate ventimila adesioni, un quinto del totale italiano.
La battaglia per l’acqua pubblica è ormai di lunga data, ma ha visto un’accelerazione di fronte alla privatizzazione imposta dal cosiddetto “Decreto Ronchi”. Il Forum Italiano dei Movimenti per l’Acqua – che già nel 2007 aveva presentato una Legge di Iniziativa Popolare contro ogni privatizzazione dell’acqua – ha dato il via alla raccolta di firme per tre referendum per la ripubblicizzazione. «I cittadini – spiegano – hanno potuto verificare sulla loro pelle cosa questo significhi; gli esempi di Aprilia, Arezzo, Nola e di molte altre città italiane in cui le tariffe sono aumentate fino al 300% dopo la privatizzazione a fronte di un crollo della qualità del servizio hanno insegnato cosa significhi affidare un bene comune e indispensabile per la nostra vita alle logiche del privato. Il mercato, il privato deve ottenere profitti. Ed in nome di questi profitti tutto è sacrificabile». Il Comitato per l’Acqua Pubblica di Gallarate ha già iniziato sabato 8 e domenica 9 a raccogliere le firme per i quesiti referendari nella città, ottenendo immediatamente un grande riscontro. E la campagna proseguirà. «Già da questi primi incontri coi cittadini ci sentiamo di esprime grande soddisfazione per il successo delle iniziative. Siamo di fronte ad un vero e proprio risveglio civile, un risveglio che parte dalla consapevolezza di cosa è un bene comune, un risveglio che parte dall’acqua». Al comitato cittadino aderiscono Acli-circolo di Gallarate, Anpi, Comitato "Che Guevara", Comitato Per La Salvaguardia Della Città, , Comitato Pace & Solidarietà Federazione Della Sinistra, Legambiente, Movimento 5 Stelle, Partito Socialista, Sinistra Ecologia e Libertà.
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