Nel diluvio spunta una saetta biancorossa

È Gianpietro Zecchin: nonstante un campo pesante illumina il Varese in mezzo alla pioggia e segna il secondo gol in due partite. Magnoni ne fa addirittura tre, mentre in bici e sul parquet i tifosi perdono tranquillità

(d. f.) Il diluvio che a tratti è caduto su Lecco non ha scolorito i colori biancorossi che tifosi e giocatori del Varese hanno sventolato al Rigamonti-Ceppi. Il simbolo della giornata è il piccoletto Zecchin che si è preso tutta la ribalta in condizioni di terreno pesante che non gli ha impedito di mostrare la sua qualità. Qualità che hanno anche campioni come Ivan Basso in bicicletta o Jobey Thomas su un campo da basket, ma i nostri due eroi non sono certo reduci da un fine settimana memorabile. Poco male perché tra pochi giorni sono chiamati alla rivincita: li aspettiamo.

Pagellone numero 16 – 3 maggio 2010

giampietro zecchin varese calcioGianpietro Zecchin 8 – Fino a due settimane fa eravamo qui a commentare le gesta di un giocatore dai piedi sì sopraffini ma con un’affinità con il gol pari quasi a zero. Bene, tra la punizione "maradoniana" al Monza e il diagonale "delpieresco" al Lecco l’ala padovana, saetta biancorossa sotto il diluvio, ha dimostrato di avere anche quei colpi (e che colpi) che possono abbattere i portieri. Dopo i gol arrivati dai compagni di reparto (Buzzegoli e Carrozza ma anche Dos Santos e Osuji), quelli di Zecchin confermano la pericolosità di un Varese a tutto tondo, che non si limita a mandare in rete Ebagua o Neto. Per gli avversari aumentano i pericoli e diminuisce la sicurezza quando all’orizzonte si profila il pullman biancorosso.

Manuel Magnoni 7 – El Gaucho del fiume Ticino è nel mirino del "Pagellone" fin dal suo rientro in campo dopo il lungo infortunio. Oggi è il giorno giusto per citarlo, visto che la Sestese continua a sperare nella salvezza diretta dopo che l’argentino ha abbattuto con tre gol personali il Caravaggio. A proposito di Serie D: voto alto anche ai nerazzurri di Solbiate che si stanno giocando lo stesso obiettivo dei ticinesi e che nell’occasione hanno giustiziato il Pontisola, quarto in classifica. Sembravano teneri agnelli sacrificali, si sono trasformati in lupi implacabili, quando hanno la possibilità di azzannare.

Marco Giambruno 6,5 – Il voto è basso per quanto visto al "Brianteo" ma va letto in positivo: se la Pro Patria ha ancora qualche speranza di salvezza (rigorosamenti via playout a questo punto…) è anche per via della presenza di giocatori come il portiere palermitano. Numero 12 nell’organigramma, numero uno per la volontà e l’attaccamento alla Pro. Sia, con Pivotto e Sarno, l’esempio fin da domenica prossima: le tagliole di fondo classifica sono pronte a scattare, i tigrotti si facciano trovare pronti. Non come a Monza.

Ivan Basso 5 – Lo ammettiamo, siamo preoccupati. A meno di una settimana dall’inizio del Giro d’Italia, il suo principale obiettivo stagionale, Ivan continua a non convincere. Nel recente Tour di Romandia (vinto da Valverde, detto embatido dai tifosi ed embotido dai detrattori…) ha raccolto due batoste a cronometro e nell’ultima tappa, quella regina, ha tirato i remi in barca dopo qualche tentativo più brillante nella frazione di sabato. Ora, complice l’esclusione-bomba di Pellizotti, sarà anche il capitano unico della Liquigas: un’iniezione di fiducia o un ulteriore carico di tensione?

Jobey Thomas 4 – Evitando di sparare su "Croce Rossa Mc Grath" (da quando non ne imbrocca una?), per la netta sconfitta patita dalla Cimberio a Cantù mandiamo dietro la lavagna il tiratore di bianco di Charlotte autore di una prova di sole ombre, in un momento delicatissimo. Certo, "Giobbe" non è stato l’unico a fallire e fin qui è stato autore di un campionato positivo, ma in quello stesso canestro in cui venne santificato Keith Carter, questa volta si perdono troppi palloni scagliati a vuoto. E la Cimberio ora rischia grosso…

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Pubblicato il 03 Maggio 2010
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