“Ci offrono contratti precari e poi assumono i frontalieri”
Una nuova interrogazione al Consiglio di Stato dei deputati socialisti riguarda i lavoratori italiani impiegati nel settore del commercio
Le imprese propongono contratti precari e con bassi stipendi che i ticinesi non possono accettare. È per questo che il numero dei frontalieri è aumentato. È questo in sintesi il contenuto dell’interrogazione presentata dai deputati socialisti Raoul Ghisletta e Saverio Lurati che riguarda i lavoratori italiani impiegati in Svizzera nel settore del commercio. Dopo quelle della Lega dei Ticinesi dunque il Consiglio di Stato del Canton Ticino si trova di nuovo rispondere a istanze sui frontalieri. Il dibattito dunque si riapre nonostante le dichiarazioni di poche settimane fa della presidente della confederazione Doris Leuthard che si è schierata a favore degli impiegati italiani accusati di rubare il lavoro: sono "richiesti dall’economia ticinese", ha detto la presidente.
Quelle che seguono sono le richieste presentate dai deputati socialisti al Consiglio:
1. quali sono i dati precisi sulla presenza dei frontalieri nei vari settori/ditte del commercio?
2. è vero che sono in crescita anche nell’ultimo anno? In quale tipo di negozi e ditte?
3. quali sono le cause di questa crescita dei frontalieri?
4. come e quando intende intervenire, in maniera decisa, presso le ditte del commercio che non assumono residenti od offrono condizioni di lavoro inadeguate per i residenti?
5. è disposto a sospendere tutte le deroghe di aperture dei negozi concesse in base alla legge federale per contrastare questa situazione, se tali ditte rimarranno insensibili ai richiami politici?
6. intende fornire all’opinione pubblica regolari dati, organizzati per settore, che raffrontino il numero di disoccupati/persone residenti in cerca d’impiego e i frontalieri?
7. come giudica i dati sulla formazione di apprendisti nel settore del commercio e le loro possibilità d’impiego?
I numeri – I lavoratori impiegati nel settore del commercio sono circa 6mila, nell’industria oltre 13mila frontalieri, in edilizia quasi 6mila frontalieri e nella ristorazione oltre 2mila.
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