Il calcio tra Scienza e scemenza

Voti tutti pallonari dopo una domenica di finali, di verdetti (in Serie D) e di parole troppo spesso a vanvera

(d. f.) Quasi ci siamo: il campionato del Varese termina tra 90′ (salvo prolungamenti), il sogno della Serie B è sempre vivo nonostante la Cremonese si sia portata in corsia di sorpasso e alle porte ci sono ormai i mondiali sudafricani. Ecco quindi spiegato un pagellone "tuttocalcio", aperto però da una realtà di cui parliamo poco ma che nella domenica sportiva ha regalato una grande soddisfazione ai suoi tifosi. Parliamo del Legnano: senza società e senza soldi sta compiendo un vero miracolo. Come per il Varese non sappiamo come finirà; come per il Varese non si può che applaudire qusta squadra e il suo allenatore.

Pagellone numero 21 del 77 giugno 2010 

giuseppe scienza allenatore legnano calcioGiuseppe Scienza 8 – Dopo aver perso quasi tutto (pure l’addetto stampa e lo stadio, danneggiato dal Palio), il Legnano e i suoi tifosi hanno stupito ancora l’Italia pallonara rimontando e battendo lo Spezia nella finale d’andata dei playoff. Merito dei pochi che credono nella favola lilla e di un mister capace di tirare dritto mentre attorno c’è una situazione tra il deserto e il diluvio universale. Insomma un disastro. Comunque vada, sarà un successo (per Scienza e i suoi ragazzi).

Alessandro Carrozza 7 – No, non siamo ammattiti: il giudizio sull’ala del Varese, per la sua prestazione in campo allo "Zini", rimane quella insufficiente di cui abbiamo scritto. Carrozza però si merita un abbraccio e un incoraggiamento: attraversa un momento difficile ma contro il Benevento (come in tante altre occasioni) ha dimostrato quanto sia forte e importante per i biancorossi. Domenica prossima, ne siamo certi, ce lo ricorderà ancora.

Massimo Enfi 5 – Il voto per la Sestese va all’allenatore, ma il buon Enfi in questo caso è solo il parafulmine (o, se volete, il prestanome) per dare il voto a una retrocessione impronosticabile a inizio campionato ma anche poche settimane fa. La squadra biancoazzurra invece lascia la compagnia della Serie D dopo una stagione in cui il cambio in corsa non è servito a nulla: fossimo nel presidente Brovelli ci divoreremmo le mani per aver rilasciato uno come Fiorenzo Roncari, che l’anno scorso portò i ticinesi ai playoff.

Matteo Momenté 4,5 – Il "5" tondo tondo che gli è stato appioppato da VareseNews nel dopogara di Cremona vale, appunto, per la singola partita. Ma se si va a guardare la stagione di un centravanti che pareva una promessa del calcio italiano (non dimentichiamoci dell’esordio in Champions con l’Inter) c’è da rimanere di stucco. Non vede mai la porta (e quando la vede non la centra), ha un buon fisico ma cade a ogni contatto, non ha sfruttato una sola delle diverse opportunità che gli sono state concesse. Ruota sgonfia.

Roberto Calderoli 4 – I Mondiali di calcio ormai, per alcuni settori di questo Paese, sono come una grande canna da pesca. Quando l’esca viene srotolata ecco che subito qualche pesciolone (non sappiamo se in questo caso si tratti di trota) abbocca alla tentazione delle polemiche. Il primo a farlo, in questo 2010 di poche speranze azzurre, è stato il ministro per la Semplificazione che si dà al populismo spinto e spiega che i calciatori guadagnano troppo in un momento di crisi. Per carità, che certi stipendi siano siderali è cosa risaputa, ma: 1) non è certo una novità; 2) non sta a Calderoli fare tagli di questo tipo; 3) viene il dubbio che quel tricolore sul petto a qualcuno sia indigesto. A proposito: a memoria, gli ultimi politici che hanno calmierato gli stipendi degli sportivi sono stati (sono) quelli dei regimi comunisti, tipo Ddr o Unione Sovietica. Capito, Calderovski?

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Pubblicato il 07 Giugno 2010
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