La vita di Taricone, da personaggio a uomo
Quella che si è spezzata con uno schianto col paracadute è stata una vita, come si dice spesso in questi casi, “breve ma intensa”
Da sconosciuto a fenomeno, poi attore e poi uomo fino ad uno schianto che ha concluso tutto troppo presto: è’ stata una vita, come si dice spesso in questi casi, “breve ma intensa” quella di Pietro Taricone, nato il 4 febbraio del 1975 a Frosinone e cresciuto tra la città laziale e la campana Caserta.
Il suo nome è diventato noto 2000 quando fece parte della prima edizione del Grande Fratello: lui si classificò terzo, ma la sua liaison con la vincitrice del programma, Cristina Plevani, e il suo carattere lazial-sanguigno lo fecero diventare l’inquilino più popolare della “casa”, non ancora sporcata dal bailamme mediatico successivo. La sua apparizione al Maurizio Costanzo Show, in una puntata "Uno contro tutti", andata in onda in prima serata il 10 gennaio 2001, fece registrare una media di quasi 10 milioni di telespettatori.
Uscito dalla «casa» firmò un contratto di esclusiva con la casa cinematografica Titanus e lì cominciò una carriera di attore che lo vide protagonista e partecipe di numerose fiction e film. Tra i suoi primi lavori ci sono stati Distretto di Polizia 3 e i film Ricordati di me, diretto da Gabriele Muccino, e Radio West, per la regia di Alessandro Valori, entrambi del 2003. Ed è sul set di quest’ultimo film che Taricone ha conosciuto la sua compagna Kasia Smutniak, da cui ha avuto una figlia, Sophie, nel 2004.
Nel 2006 è stato tra i protagonisti della serie tv di Canale 5, ambientata nel mondo dei Vigili del Fuoco, Codice rosso insieme ad Alessandro Gassman.
In ambito cinematografico ha invece interpretato il ruolo dello spacciatore di Diego Armando Maradona nel film di Marco Risi, Maradona, La mano de Dios, del 2007. Nel 2008 è tornato sul piccolo schermo con la serie tv di Rai Tre La nuova squadra, spin-off della Squadra. Nello stesso anno è entrato a far parte nel cast della serie tv Tutti pazzi per amore: e qui Taricone ha avuto la sua consacrazione finale presso il pubblico televisivo.
Il paracadutismo era la sua più grande passione, che condivideva con la compagna: ha alle spalle centinaia di lanci, e ha portato amici e colleghi a tentare i lanci e ad appassionarsi. Personaggio inizialmente controverso, aveva avuto una maturazione professionale e umana straordinaria, senza perdere la freschezza della sua “romanità”. Uno dei suoi ricordi migliori è conservato negli archivi rai: l’intervista di Serena Dandini a “Parla con me”
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