“Le rose di Derry sono sbocciate, dodici anni dopo”
Nel 1998 una rappresentanza di Anpi aveva deposto 14 rose bianche nella città teatro 16 anni prima della strage del Bloody Sunday: "Anche noi abbiamo dato un piccolo contributo per non dimenticare"
Un filo d’affetto tra la Valle Olona e l’Irlanda. È quello che richiama Mario Colombo dell’Anpi di Gorla Minore, sottolinenando la notizia di questi giorni che il nuovo governo britannico di centrodestra guidato da David Cameron si è ufficialmente scusato, riconoscendone l’insostenibilità etica e politica, per la strage detta del "Bloody Sunday", la domenica di sangue (o domenica maledetta), quel 30 gennaio 1972 che rappresentò il punto culminante, con i suoi 14 civili abbattuti dal piombo dei militari di Sua Maestà, di quel periodo che in Gran Bretagna e Irlanda è noto come "The Troubles", "i problemi". Una lunga scia di sangue avrebbe insanguinato l’Ulster, l’angolo nordorientale dell’Isola Verde colonizzato a viva forza all’epoca di Cromwell e rimasto in mano britannica quando nel 1920 i nazionalisti irlandesi si ripresero la libertà dopo secoli di oppressione coloniale anglo-scozzese.
È legittimo chiedersi cosa possa avere a che fare l’Ulster con la Valle Olona, ma Mario Colombo spiega che dodici anni or sono, nel 1998, fu lui per ANPI Gorla a dare un piccolo contributo per riaprire il caso. "Organizzammo il 25 aprile 1998" ricorda "una manifestazione congiunta con il comitato della Bloody Sunday justice campaign di Derry, fu celebrata una messa eseguita dal cappellano della Brigata Gasparotto don Piero Bonfanti nella vecchia parrocchiale di Prospiano mentre nel medesimo istante a Derry un rappresentante nostro deponeva alla base della colonna posta in ricordo dei 14 martiri cattolici altrettante rose bianche con un nastro tricolore e la scritta ‘ANPI Gorla Minore -Italy’". Il fatto fu ripreso per puro caso da una piccola televisione locale (channal 4) e diffuso, "fece un enorme scalpore che accelerò proprio in quei giorni l’intervento del governo inglese per aprire un’inchiesta; al 19 giugno sull’Irish Independent fu pubblicata la notizia dell’apertura di una inchiesta". Quella conclusasi in questi giorni dopo dodici anni, con il riconoscimento da parte britannica che quella strage fu una reazione eccessiva di fronte ad una folla sì ostile, ma che non poneva reali problemi di sicurezza. "Per noi dell’Anpi di Gorla è una grande soddisfazione" scrive Colombo, "credo che un piccolo contributo l’abbiamo dato anche noi. Ora possiamo dire agli amici irlandesi che le rose sono sbocciate".
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