“Manovra feroce”, la Cgil chiama allo sciopero generale

Venerdì 25 giugno mobilitazione di tutte le categorie e manifestazione a Milano. "Cisl e Uil sono gli unici sindacati europei che non scenderanno in piazza"

«Quella del governo è una manovra feroce, che colpisce sempre i soliti, lavoratori e pensionati». La Cgil di Varese si prepara alla giornata di sciopero generale di venerdì 25 giugno, che vedrà in piazza gli iscritti dei sindacati di base e del più grande sindacato italiano, ma non Cisl e Uil. «Saranno gli unici sindacati europei che non scendono in piazza» commenta polemicamente Oriella Riccardi, della segreteria della Cgil. Anche a livello locale dunque si ripropone la spaccatura sindacale che si vive nel Paese (non solo sulla manovra, ma anche sui modelli contrattuali). Il tutto mentre la situazione occupazionale è ancora drammatica: «Ci sono ancora 50mila lavoratori in cassa integrazione e in mobilità, le aziende coinvolte sono oltre duemila»
 
I delegati sindacali si sono ritrovati in assemblea oggi, giovedì 17 giugno, all’Aloisianum di Gallarate. «L’assemblea – spiega Marinella Magnoni – ha visto la partecipazione di oltre duecento delegati, sia del settore pubblico che di quello privato. Ora la sfida è trasferire l’attenzione ai lavoratori». La Cgil farà partire almeno otto pullman per la manifestazione di Milano, da ogni zona della provincia, per fare sentire forte la voce del sindacato contro la manovra. «Una manovra – prosegue Magnoni – era necessaria, tutti i Paesi ne hanno varata una. Ma quella del governo italiano è feroce e falsa: una manovra feroce perché colpisce come sempre lavoratori e pensionati, diminuendo il loro reddito proprio nel mezzo della crisi occupazionale. E falsa perché nasce dalla falsificazione dei presupposti: prima la crisi non esisteva, poi ne stavamo uscendo, ora si è fatta improvvisamente drammatica». La Cgil contesta in particolare il principio di fondo, opposto a quello costituzionale della progressività: «Con questa manovra pagano di più i poveri e di meno i ricchi». L’elemento più scandaloso? Lo scudo fiscale, con il rientro dei capitali tassati al 5%. «Quando negli Usa e in Gran Bretagna la tassazione per i furbi è del 50 e del 45%». Nei Paesi roccaforte del liberismo non si fa sconto a chi ha violato le regole.  

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Pubblicato il 17 Giugno 2010
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