Bernasconi: “Lasciamo Damiani e soci al loro destino”
Il consigliere comunale della lista "Malnate Viva" interviene sulle dimissioni del presidente del consiglio comunale Antonio Sassi
La turbolenta vicenda dell’approvazione del Pgt del comune di Malnate è destinata a far discutere per molto tempo. Dopo il turbolento consiglio comunale straordinari e le dimissioni del presidente dell’assemblea, Antonio Sassi (consigliere lista Damiani sindaco – Udc), i consiglieri di opposizione rincarano la dose. Raffaele Bernasconi, consigliere della lista civica "Malnate Viva", afferma che «all’interno della compagine che amministra Malnate regnano sovrani la precarietà (di tutti) e il disagio (almeno di alcuni)».Al dimissionario presidente del consiglio comunale, Bernasconi da una parte riconosce «l’apprezzabile sforzo di porsi non solo come “garante” di tutte le forze politiche ma anche di “raccordo” tra le diverse esigenze delle parti».
Per il consigliere di "Malnate Viva” « l’illegittimo consiglio comunale del 18 giugno, con gli altrettanto illegittimi comportamenti del sindaco e di altri 10 consiglieri della sua maggioranza, ha decretato, almeno sotto il profilo politico, la fine anticipata di questa amministrazione. Il consiglio comunale (assemblea civica, articolata anche nelle sue Commissioni tematiche e di lavoro) è e dovrebbe essere, il luogo dove – di norma e nel rispetto dei ruoli – maggioranza e minoranza si confrontano, finanche aspramente, sui diversi temi politico-amministrativi. Così è stato fatto fin qui, nei primi 3 anni, con le “battaglie” sull’“inutile” scuola ipotizzata in via Milano, invero un po’ abbandonata ora dalla maggioranza, oppure sul progetto “faraonico” di piazza Salvo D’Acquisto al Villaggio, del tutto dimenticato; così avremmo dovuto fare in quest’ultimo periodo, fino alle prossime elezioni fissate al 2012. Oggi, però, lo strappo istituzionale e il calpestio delle regole operati da Damiani e dai suoi 10 consiglieri, non consentono più un normale svolgimento dei compiti affidatici dai cittadini.
Per questo riconfermiamo la nostra indisponibilità a stare seduti attorno ad un tavolo nell’aula consiliare, dove siedono alcuni protagonisti che sono autentici “bari” delle leggi e “svenditori” del territorio malnatese agli interessi della speculazione edilizia ad opera di pochi e interessati soggetti, tra cui lo stesso sindaco, il nipote-consigliere e il consigliere di Forza Italia Azzalin. Non garantiremo perciò la nostra presenza, seppur singola e minoritaria, per sostituire l’ex presidente Sassi con altra figura della maggioranza che, pur essa, ha compiuto scelte riprovevoli sotto il profilo etico-legale e che, pertanto, non può essere rappresentativa di alcuna garanzia istituzionale. Un sindaco e una maggioranza, monchi e privati del sostegno del loro maggior partito (la Lega), debbono essere lasciati soli a “cucinarsi il loro brodo”, nella disistima e nell’isolamento politico più ampi, mentre le forze e i partiti che non condividono questa deprecabile situazione si raccordino con i cittadini, nella denuncia e nella difesa dei valori pubblici e democratici che Damiani & Soci hanno calpestato. Per un Comune pulito e trasparente bisogna allontanarsi da questa “cricca”»
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