Commissione “balneare”, il presidente non ci sta
Solo cinque consiglieri su tredici alla riunione della commissione opere pubbliche, il presidente Angelucci non le manda a dire: "La Lega non c'è mai, ma qui tra maggioranza e minoranza..."
Clima rovente in commissione opere pubbliche, e non è un modo di dire: trentacinque gradi rendevano irrespirabile l’atmosfera nella sala esagonale di Palazzo Gilardoni, dove per giunta a "cuocere", oltre ai soliti cronisti in cerca di spigolature, c’erano appena cinque sui tredici consiglieri membri della commissione. Li citiamo al merito, in ordine alfabetico: Giuseppe Angelucci (PdL), presidente della commissione; Mario Cislaghi (gruppo misto); Antonello Corrado (Rifondazione Comunista); Ninetto Pellegatta (PdL); Enrico Salomi (PdL). Puramente, e semplicemente, non era stato acceso l’impianto di condizionamento: come il più anziano del pugno di valorosi, Pellegatta, avrebbe fatto notare, bastava accenderlo un’oretta prima, sapendo che si teneva una riunione. Ma a causare le assenze non era solo il calore della sala; il punto principale della commissione, gli aggiornamenti sull’avanzamento delle opere pubbliche, era stato rinviato su richiesta del sindaco. Restava il solo esame del regolamento per lavori, forniture e servizi in economia, rapidamente sbrigato con la relazione dei tecnici comunali e l’assenso di massima dei presenti.
Irritato dalle assenze, alle prese con una commissione "balneare" salvata in extremis dall’arrivo di due dei commissari quando già minacciava di sciogliere il consesso e mandare tutti a casa, il presidente Angelucci con il suo solito tono piano e secco non le ha mandate a dire. «Sottolineo per l’ennesima volta l’assenza di molti consiglieri, in particolare della Lega che non c’è mai, ma il discorso vale per maggioranza e minoranza. Qualche conclusione bisognerà pur trarla. Ne mancano tanti, presenti quando si tratta di onori e poltrone, meno quando c’è da venire in commissione e fa caldo. Spiace constatare che in commissione ci sono sempre gli stessi. Lo segnalerò pubblicamente in consiglio comunale, cercando una moral suasion. Ringrazio chi è venuto perchè senza noi cinque questo punto non sarebbe potuto approdare in consiglio comunale il giorno 15 del mese». A Corrado che irronizzava sulle «masse di persone» che accorrerebbero viceversa in commissione quando si parlerà del Piano di governo del territorio, replicava Salomi, vicepresidente, ricordando che «la partecipazione è sempre stata larga e democratica, ma forse il punto rimasto all’ordine del giorno, così tecnico, non ha destato l’attenzione dei commissari… Stasera è andata così, non facciamo di tutta l’erba un fascio». Anche perchè col caldo bestiale che faceva a Palazzo Gilardoni, sarebbe andata a fuoco.
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