Giuliano Collina, una visione totale di pittura

Il pretesto dell’uscita di un’ampia monografia sull’attività pittorica dell'artista offre anche l’opportunità per l’allestimento, presso la Pinacoteca Civica, di una esposizione che presenta di fatto l’intero lavoro dell’autore

Il pretesto dell’uscita di un’ampia monografia sull’attività pittorica complessiva di Giuliano Collina offre anche l’opportunità per l’allestimento, presso la Pinacoteca Civica di Como, di una esposizione che, seppur in forma più ridotta, presenta di fatto l’intero lavoro dell’autore.
La monografia edita da Nomos Edizioni è curata da Rachele Ferrario con in saggio introduttivo di Enrico Crispolti; è anche l’occasione perché uno dei suoi quadri come “Angeli nella notte stellata o le tre oche” del 1993 diventi parte integrante della collezione della Pinacoteca.
La visita alla mostra offre, tra opere di grafica e di pittura, l’intensa attività pittorica di Collina, frutto non solo di una passione mai spenta ma di una totale dedizione all’arte e alla pittura. Una pittura che ha saputo attraversare, senza mai abdicare al suo ruolo, anni di sperimentalismi e concettualismi, di oggettivazioni e di annullamenti continui per testimoniare e rivendicare, al contrario, una dimensione circolare della pittura come azione propositiva e comunicativa.
Non solo perché è una pittura di matrice intima ed esistenziale, non solo perché il dato di realtà, seppur stravolto da un intenso cromatismo mantiene un suo preciso riferimento pittorico, ma proprio perché il tema ricorrente, nella circolarità dei suoi riferimenti pittorici, rimane una sorta di dimensione esistenziale in cui il dato di realtà non è mai una semplice e stucchevole rappresentazione, ma si fa nel rappresentato spazio mentale, onirico, immaginifico.
L’intensità di questo modo di procedere con la pittura è ben presente nell’ampia monografia curata dalla Ferrario, non solo per l’analisi puntuale dei periodi che la caratterizzano, ma per l’organicità con cui si inanellano le diverse sfaccettature del percorso. È una pittura, quella di Collina, totalmente legata alla sua dimensione esistenziale; sostanzialmente è la testimonianza di un cammino di vita e come tale produce tempi e situazioni, incontri quotidiani e memoria del passato, lega intuizioni e percorsi pittorici tenendo sempre presente l’intensità delle ragioni della pittura.
Allora, se possiamo intravedere passaggi di realismo esistenziale o oggettivazioni consone alla pop art, cromatismi interni o superfici appena sfiorate da impasti materici, da pennellate fitte fatte da piccoli segni grafici sulla superficie, da prospettive stravolte di interni o da irreali costruzioni di paesaggi, ciò che segna sempre con intensità la pittura di Collina è proprio questa sua intimità tra il suo essere uomo e il suo essere pittore.
C’è, insomma, una continua circolarità in tutta questa sua modalità pittorica, un continuo rimando e un continuo riprendersi, nella quale i dati di realtà compaiono e ricompaiono attraverso una definita mediazione mentale e culturale che ne segna il percorso, ne individua i tempi e suggerisce possibili vie. Senza mai urlare, senza mai stravolgere le dinamiche interne del costruire pittorico, adottando semplicemente i contenuti e le forme della pittura.
Anche nei quadri di grandi dimensione la realtà rappresentata è indicata e modificata in funzione delle composizioni e del contenuto che la composizione vuole raccontare. Se ne ricava così una durata, un suo tempo, un suo preciso messaggio.
Una visione totale della pittura che condiziona l’essere e che usa tutti i mezzi e gli strumenti pittorici per aprire la fantasia, per invadere lo spazio, per costruire i mutevoli e sempre presenti inganni della visione.
Basterebbe guardare per intero la serie dei “Paesaggi lariani” o quella delle “Notti stellate” o le sue “Geografie” per racchiudere in un ben definito gesto pittorico l’inganno visivo dei territori e delle relative sensazioni emotive che emergono.
Oppure quadri come “Quattro fuochi nel campo”, “Il lago e le stelle” o la serie legata al tema della “Pioggia”, per percepire l’intensa profondità emozionale che la semplice materia pittorica sa veicolare. Anche nei ritratti degli amici o dei personaggi famosi come Fumagalli, Sanesi, Testori, Parisi (…) si può costatare la meditata e intensa introspezione psicologica manifestata dai materiali e dalla rarefatta cromaticità che ne accentua sensazioni, visioni, racconti.
La pur breve ma completa esposizione in Pinacoteca è comunque condizione sufficiente per raccontare quello che in modo ampio e ben narrato è contenuto nella monografia.
Una doppia e preziosa occasione per chi, nel lungo periodo dell’estate, passando per Como avrà modo e curiosità di accostare le pagine della monografia e di accedere negli spazi espositivi della Civica Pinacoteca.
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Notte stellata
Dipinti e disegni di Giuliano Collina

Dal 3 luglio al 10 ottobre 2010
Pinacoteca Civica di Como
Via Diaz 84 tel. 031.269869
Orari
Da martedì a sabato: 9.30-12.30 e 14.00-17.00
Domenica: 10.00-13.00
Chiuso il lunedì.

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Pubblicato il 12 Luglio 2010
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