La “strage dei bulli”
Per superare i problemi della scuola abbiamo l’assoluta necessità di una nuova alleanza tra famiglie e professori
Raramente accade che in un editoriale siano offerti in quantità validi e oggettivi elementi di conoscenza del problema trattato.
Se poi a questi elementi vengono accostate valutazioni altrettanto chiare e riferibili alla categoria delle opinioni personali non imposte come verità assolute, allora si fa autentica informazione.
Marco Giovannelli ha un brillantissimo curriculum come manager dell’informazione e della comunicazione – la leadership provinciale, e non solo, di Varesenews.it in massima parte la dobbiamo a lui – ma ha pure un passato di insegnante vale a dire sofferenze e delusioni in quantità e poche soddisfazioni.
Come a dire che possiamo contare su un vero conoscitore di quel pianeta scuola che nell’ ultimo mezzo secolo non solo ha abdicato al fondamentale ruolo di crescita e guida della collettività, ma addirittura ha fatto dei suoi protagonisti – docenti, allievi e famiglie – delle autentiche vittime di una società civile che tende a fare allegra strage di significati e di valori, che impugna regole invece di osservarle, che vede nelle divisioni e negli scontri il solo percorso di libertà e sviluppo. Non è un caso che nella scuola doveri finiti in cantina vengano riproposti con durezza e immediatezza inusitate, forse non valutandone sino in fondo i costi sociali se ci riferiamo alle famiglie.
E’ un fatto che se la “strage dei bulli” non può essere avvicinata ad altre di autentici innocenti, essa non può non toccarci profondamente .a causa delle sue dimensioni. Si tratta di un segnale terribile, della conferma della deriva dell’istituzione scolastica per la quale da decenni non si riesce a trovare rimedio anche quando scendono in campo personaggi come Giovanni Berlinguer.
Molti giovani, fortunatamente non tutti, si sono dati regole e comportamenti non ortodossi trovando spazio nella terra di nessuno creatasi tra docenti e famiglie che spesso si fronteggiano come avversari. Il ricupero dell’istituzione scuola può avvenire solo ristabilendo un rapporto forte, sincero, collaborativo tra insegnanti e famiglie. Queste mie considerazioni sono il frutto di una conversazione con caro amico, docente a Parma, che ha radici culturali diverse ma sulla scuola comune sentire con il mio direttore Marco Giovannell. E il legame ristabilito tra chi verso i giovani può avere credibilità mi è sembrato un ottimo suggerimento.
Come ex studente pessimo in condotta non avevo proprio niente da predicare, anzi avrei continuato nel mio silenzio claustrale se appunto non fosse stato importante ribadire l’assoluta necessità di una nuova alleanza tra famiglie e professori. Sembra l’unica via per aiutare veramente i ragazzi.
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