Lo sbarco sulla luna compie 41 anni
Tra il 20 e il 21 luglio del 1969 Armstrong e Aldrin muovevano i primi passi sul suolo lunare. Il grande obiettivo ora è Marte
Ha compiuto 41 anni in sordina il primo allunaggio dell’uomo. Tra il 20 e il 21 luglio del 1969 Armstrong e Aldrin muovevano i primi passi sul suolo lunare, quello specchio magico che quaggiù tanti ha fatto innamorare.
Era il culmine della guerra tra i due mondi, quello comunista del regime sovietico e quello capitalista del blocco occidentale guidato dagli Stati Uniti. Per un lungo periodo la tensione tra le “due prime donne” aveva alzato gli occhi verso il cielo e si era spostato dalla bomba atomica all’esplorazione spaziale. Gli Stati Uniti dovevano lavare l’onta subita il 4 ottobre del 1957 con il lancio del sovietico Sputnik1.
Inutile illudersi, gran parte delle ricadute in termine di sviluppo tecnologico sono finite nell’industria bellica, ma forse l’eco nell’opinione pubblica della competizione “scientifica” se non altro ha illuminato altri campi su cui combattere tra i due popoli. Senza violenza.
La missione si concluse con il ritorno sulla terra, con un ammaraggio perfetto nell’oceano Pacifico il 24 luglio, a circa 640 Km dalle Wake Island e 24 chilometri dalla nave che li recuperò, la USS Hornet. Gli astronauti lasciarono oltre alla bandiera anche una targa con sopra scritto:
Here men from the Planet Earth first set foot upon the moon, July 1969, A.D.
We came in peace for all mankind.
Qui, uomini dal pianeta Terra posero piede sulla Luna per la prima volta, luglio 1969 d.C.
Siamo venuti in pace, a nome di tutta l’umanità.
Con lo sbarco sulla Luna il vantaggio statunitense si è fatto siderale (sempre per rimanere in ambito astronomico), oggi però gli americani devono difendere il primato, soprattutto da India e Cina.
Da Washington si stanno interrogando sull’opportunità di nuovi investimenti nella ricerca spaziale. Il Committee on Commerce, Science and Transportation, la commissione dove siedono praticamente tutti i big che si occupano di spazio, ha deciso l’avvio immediato dello sviluppo di un razzo "heavy-lift", in grado di portare astronauti oltre l’orbita bassa, verso la Luna, gli asteroidi e Marte. È previsto un investimento di 7,2 miliardi di dollari nel triennio 2011-2013, ma le decisioni devono ancora passare dal Congresso. E chissà che presto non ci troveremmo a festeggiare la prima passeggiata su Marte..
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