“Pedinamenti” e alleanze: ecco come Basso sfida Contador
La pretattica e la preparazione non bastano per vincere una grande corsa a tappe: Ivan e la Liquigas-Doimo però hanno già attuato una serie di mosse per "incastrare" il fenomeno spagnolo
di Lorenzo Franzetti* – Giorni di attesa e di discussioni, quelli che precedono abitualmente la partenza della Grande Boucle. Per tre giorni, fino a sabato, Rotterdam è la capitale mondiale del ciclismo: il Tour de France prende avvio dall’Olanda. Le Gran départ, come da tradizione, è un appuntamento di rilievo per mondo del pedale che concentra oltre il 70% del suo business attorno alla corsa a tappe transalpina. Milioni di euro in movimento e trattative in corso già per la prossima stagione: aziende e investimenti, corridori e squadre, media e manager più o meno noti, tutti alla partenza del più grande evento ciclistico della stagione.
E la gara? Assisteremo al terzo Tour di Alberto Contador? Ivan Basso promette battaglia e annuncia spettacolo. Ma sarà, il varesino, davvero in grado di contrastare l’apparente superiorità (netta) del rivale iberico?Il ciclismo di oggi lascia poco spazio alla fantasia, almeno dietro le quinte: un professionista del pedale si avvale sempre più di strumenti tecnologici e scientifici (ovviamente legali) per migliorare la propria prestazione. Visto da bordo strada il ciclismo è pur sempre un grande spettacolo sportivo, ma il romanticismo svanisce quando un atleta deve studiare, analizzare e migliorare la propria prestazione.
La tecnologia oggi mette a disposizione dei ciclisti strumenti molto sofisticati, ovvero misuratori di potenza in grado di monitorare in ogni dettaglio il rendimento di un corridore: e questi strumenti sono più o meno sempre gli stessi per tutti. Non c’è molta differenza tra quelli utilizzati da Alberto Contador e quelli di Ivan Basso (nella foto a Verona – Ufficio stampa Rcs). Ogni gara e ogni allenamento vengono registrate e analizzate graficamente e scientificamente: non è difficile, dunque, per ogni corridore conoscere il livello di prestazione dei propri avversari, al di là delle possibili scelte tattiche e delle condizioni di salute.
Oggi, dunque è possibile un confronto "scientifico" tra i due atleti: Alberto Contador e Ivan Basso.
Il varesino sa di essere in grado di esprimere in salita una potenza che varia tra i 420 e i 440 watt, mediamente esprime 6,4 watt per chilo (Ivan ha un peso forma di 69 chili). Il suo rivale spagnolo è, invece, in grado di toccare addirittura i 480 watt e i 6,7 watt per chilo. Ma questi sono dati dello scorso anno, su quelli registrati nelle gare di questa stagione c’è molta incertezza.
E come fa Ivan Basso ad affermare serenamente di poter ambire alla vittoria del Tour? Quando un corridore parla di "buone sensazioni", improvvisa, fa pretattica, oppure ha qualche certezza? Semplice, il vincitore del Giro 2010 ha il conforto dei dati scientifici. E come li ha raccolti? Grazie alla collaborazione di due "spie" in gruppo. Che significa? Le "spie" altro non sono che due fidatissimi compagni di squadra, ovvero il polacco Sylvester Szmydt e il ceco Roman Kreuziger. Nel mese di giugno, questi due luogotenenti di Ivan hanno disputato due gare importanti e differenti. Szmydt ha corso il Giro del Delfinato, in Francia, con il compito preciso di fare "l’ombra" di Alberto Contador (nella foto con la maglia di leader di quella corsa – da www.astana.lu) e sulle salite più importanti si è espresso quasi sugli stessi livelli dello spagnolo. Il ceco Kreuziger ha avuto il compito, invece, di "spiare" l’altro grande rivale, ovvero Lance Armstrong, in gara al Giro di Svizzera. Il confronto dei dati scientifici registrati, dunque, è stato molto facile e, per fortuna di Basso, molto confortante.Ovviamente è impensabile ridurre il Tour de France a un confronto tra grafici e pedalate al minuto, ma questo è un aspetto divenuto molto importante nel ciclismo moderno: e a maggior ragione per Ivan Basso che, psicologicamente, ha costantemente il bisogno di ricevere il conforto dei numeri. È il suo modo di affrontare questo sport, del resto ognuno ha bisogno di certezze: il varesino le cerca e, spesso le trova, dai misuratori di potenza. Ma questo non significa che il Tour de France abbia una classifica già scritta.
Imprevisti, fantasia, scelte tattiche, fortuna: questi elementi, per fortuna di noi appassionati, contano ancora nel mondo del ciclismo. E anche questo Tour potrebbe regalarci tanti colpi di scena, grazie a un percorso molto interessante e insidioso fin dalla prima settimana. I corridori arriveranno addirittura ad affrontare alcuni temutissimi tratti di pavé (la foresta di Arenberg) resi famosi dalla Parigi-Roubaix, poi scaleranno le Alpi, poi affronteranno i Pirenei (con una doppia scalata al col du Tourmalet) e una cronometro finale (oltre 50 chilometri da affrontare il penultimo giorno).
Contador è dunque più forte? Sì. Ma in una grande corsa a tappe la differenza la possono fare anche le alleanze: lo spagnolo non ne ha, mentre Ivan Basso ha da sempre un grande feeling con Lance Armstrong. Quarto incomodo, Andy Schleck. Quinto, Cadel Evans. Gli altri? Anime in cerca di gloria, che difficilmente potranno ambire alla maglia gialla di Parigi.
* Caposervizio della rivista "Ciclismo"
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