Stadio, Cacioppo e Mirabelli attaccano la giunta
Dura e circostanziata presa di posizione del Pd: "Bisogna programmare il futuro dell'impianto, non limitarsi alle emergenze"
Apprendiamo che l’Assessore De Wolf ha dichiarato che l’attenzione dell’Amministrazione
comunale per lo stadio sarebbe dimostrata dal fatto che, negli ultimi anni, sono state
affrontate ben due emergenze, gestite con successo.
Ci permettiamo di ricordargli, senza alcuno spirito di polemica, che ogni manuale di
amministrazione pubblica definisce buon amministratore non colui che è costretto a gestire
le emergenze ma colui che sa programmare gli interventi necessari per tempo.
Ma tant’è! La Giunta Fontana, purtroppo, ci ha abituati, non solo nel caso dello stadio, a
gestire la partita degli impianti sportivi pubblici cittadini, sia maggiori che minori, in maniera
intermittente, sull’onda delle emergenze, e con una visione strategica di retroguardia.
E’ accaduto anche per il Palazzetto, il Palaghiaccio, la piscina di via Copelli e per gli
impianti minori, in gran parte strutture moderne quando sono state realizzate negli anni
Sessanta e Settanta ma, oggi, obsolete e fatiscenti
Non ci sorprende, quindi, che lo stesso Assessore De Wolff, con poco coraggio e
lungimiranza, beandosi dei rattoppi che si stanno apportando in fretta e furia al glorioso
Franco Ossola per adeguarlo alle normative vigenti, una corsa contro il tempo evitabile
nel momento in cui i lavori fossero stati programmati correttamente, si sia spinto ad
annunciare che lo stadio, anche in futuro, rimarrà a Masnago, abbracciando, in questo
modo, l’idea rassicurante di “cittadella dello sport”, fulcro del progetto Caravati, che, con
rispetto parlando, era già vecchia vent’anni fa.
Per quanto ci riguarda, riteniamo normale che, in questo momento, ci si debba
concentrare sulle manutenzioni del Franco Ossola e, sicuramente, vigileremo affinché
i lavori siano terminati davvero per l’inizio del campionato di serie B, come era stato
promesso.
Dato, tuttavia, che ci troviamo in fase di redazione del PGT, lo strumento urbanistico che
disegnerà il futuro della nostra città, impianti sportivi compresi, per i prossimi quindici o
venti anni, ci pare altrettanto normale, in questa fase, per un buon amministratore non
avere ancora convinzioni categoriche ed essere disponibile a confrontarsi a 360° su cosa
significhi oggi, e più ancora domani, realizzare un grande impianto sportivo moderno.
L’esperienza concreta, nel mondo, in Europa e in Italia ci insegna che il presente, e ancora
di più il futuro, appartiene, e apparterrà, senz’altro agli impianti polivalenti, realizzati
tramite project financing.
Senza scomodare gli innumerevoli esempi americani, inglesi, francesi o tedeschi, basti
ricordare il Future Show di Bologna, terminato nel 2008.
Si tratta di impianti che, una volta costruiti, dovrebbero riuscire ad autofinanziarsi perché
sono utilizzati tutti i giorni dell’anno, non solo per eventi sportivi ma anche per concerti,
spettacoli, mostre, convegni, ecc.
Tecnicamente non comportano alcun problema: negli USA, infatti, in giorni diversi, vi si
può tranquillamente giocare a football americano, basket, baseball, soccer.
Impianti di questo tipo costano all’incirca sessanta o settanta milioni di euro, chiavi
in mano. Soldi che indubbiamente non possono e non devono essere sborsati
dall’Amministrazione pubblica che, tra l’altro, nel nostro caso, non li possiede neanche.
Ciò significa che l’Amministrazione pubblica deve limitarsi ad individuare l’area adatta e
indire un bando di gara in cui, naturalmente, può fissare dei paletti relativi, per esempio,
all’eventuale presenza e consistenza di un insediamento commerciale, poniamo di circa
10/12.000 metri quadrati.
Dato che è strategico per un’Amministrazione pubblica promuovere lo sviluppo economico
attraverso l’intervento degli operatori privati, crediamo debbano essere i privati interessati,
sia pure sotto il controllo dell’Amministrazione stessa, a realizzare materialmente l’opera.
Varese è pronta, in fase di redazione del PGT, a gettare le basi, affinché, almeno in futuro,
come sottolineato anche dall’Assessore regionale Cattaneo, rimanga aperta la possibilità
di seguire questa strada che, a nostro parere, sarebbe l’unica veramente moderna ed
innovativa, o preferisce rincorrere, di volta in volta, le emergenze che, inevitabilmente
e sempre più spesso, ormai stanno logorando il proprio prezioso patrimonio di impianti
sportivi? L’area delle Fontanelle, previo il consenso dei Comuni nel cui territorio si trova, è
veramente l’unica area adatta, per vocazione urbanistica ed accessibilità, ad ospitare un
impianto sportivo polivalente che avrebbe una valenza sovracomunale o ne esistono altre?
C’è la volontà di individuarle?
Ci auguriamo che questo nostro intervento, dettato dalla preoccupazione che si guardi,
finalmente, agli impianti sportivi cittadini con una visione di largo respiro, non dettata,
cioè, dalle emergenze, possa servire non solo ad aprire un confronto nelle Commissioni
competenti che invochiamo, inascoltati, da circa un anno ma anche nella città stessa, fra i
varesini
Varese, 27 luglio 2010
Emiliano Cacioppo
Capogruppo PD
Fabrizio Mirabelli
Consigliere comunale PD
Membro Commissione sport
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