Atem, lo stallone varesino in trasferta
L'esemplare di due anni dell'allevamento la Brabbia di Cazzago ha partecipato al concorso nazionale dei giovani stalloni di razza haflinger
Colpito dai raggi del sole autunnale, il suo manto sauro dorato acquista un riflesso metalizzato.
La coda e la criniera biondissime scintillano sul verde intenso del prato. Un cavallo puo’ essere paragonato a un gioiello? Per gli amanti degli avelignesi, sì. Assistere al raduno nazionale dei giovani stalloni di razza haflinger (avelignese in italiano) nell’ippodromo Maia Bassa di Merano è un’esperienza speciale, che piacciano o non piacciano i cavalli. Un misto di tradizione e irrazionalità, di esasperata genetica e casualità. Bisogna provarlo. In quella terra dove il tedesco è più lingua dell’italiano, l’haflinger è un simbolo che unisce un’intera comunità, in cui è difficile fare breccia. E non per diffidenza dei sudtirolesi, ma perché per capire quel mondo devi viverlo, esserci dentro. Un varesino, però, c’è riuscito. Si chiama Chicco Colombo, conosciuto da molti come uomo di burattini e teatro, e da pochi come esperto conoscitore e allevatore di haflinger. Quando entra a Maia Bassa tutti ( i sudtirolesi) lo salutano come se fosse uno di loro, con l’affetto e la stima che si riconoscono a uno che di quel mondo ne capisce e ne sa abbastanza per farvi parte.
Per pochi voti, qualche anno fa, non è diventato uno dei primi presidenti, nato a sud di Bolzano, della federazione allevatori cavalli haflinger. A Verona, nella fiera dedicata ai cavalli più importante e antica d’Europa, è lo speaker ufficiale dell’Haflinger folie, lo show dedicato alla razza avelignese.
La coda e la criniera biondissime scintillano sul verde intenso del prato. Un cavallo puo’ essere paragonato a un gioiello? Per gli amanti degli avelignesi, sì. Assistere al raduno nazionale dei giovani stalloni di razza haflinger (avelignese in italiano) nell’ippodromo Maia Bassa di Merano è un’esperienza speciale, che piacciano o non piacciano i cavalli. Un misto di tradizione e irrazionalità, di esasperata genetica e casualità. Bisogna provarlo. In quella terra dove il tedesco è più lingua dell’italiano, l’haflinger è un simbolo che unisce un’intera comunità, in cui è difficile fare breccia. E non per diffidenza dei sudtirolesi, ma perché per capire quel mondo devi viverlo, esserci dentro. Un varesino, però, c’è riuscito. Si chiama Chicco Colombo, conosciuto da molti come uomo di burattini e teatro, e da pochi come esperto conoscitore e allevatore di haflinger. Quando entra a Maia Bassa tutti ( i sudtirolesi) lo salutano come se fosse uno di loro, con l’affetto e la stima che si riconoscono a uno che di quel mondo ne capisce e ne sa abbastanza per farvi parte. Per pochi voti, qualche anno fa, non è diventato uno dei primi presidenti, nato a sud di Bolzano, della federazione allevatori cavalli haflinger. A Verona, nella fiera dedicata ai cavalli più importante e antica d’Europa, è lo speaker ufficiale dell’Haflinger folie, lo show dedicato alla razza avelignese.
Quest’anno Colombo è tornato a Merano da concorrente con Atem, uno stallone di due anni. Era da molto tempo che un esemplare nato in provincia di Varese non gareggiava a Maia Bassa. Atem si è classificato al diciottesimo posto su oltre 50 esemplari. Da febbraio 2011 lavorerà come riproduttore presso l’allevamento della Brabbia di Cazzago, in collaborazione con "Cascina Tangit" di Samarate un centro equestre di proprietà di Franco Bandera, altro appassionato del cavallo haflinger.
TAG ARTICOLO
La community di VareseNews
Loro ne fanno già parte
Ultimi commenti
mike su La neve in montagna continua a sciogliersi. Contro la siccità si aspetta la pioggia
Felice su La festa "techno" nei boschi di Lonate Ceppino causa proteste
Rolo su Pullman in sosta con i motori accesi, la segnalazione e la risposta di Autolinee Varesine
lenny54 su "C'è del dolo nelle modifiche al Superbonus"
Felice su Architetti, geometri, ingegneri e costruttori all'unisono: "Da Super Bonus a Super Malus"
Felice su Dentro la loggia del Battistero di San Giovanni a Varese restituita alla città









Accedi o registrati per commentare questo articolo.
L'email è richiesta ma non verrà mostrata ai visitatori. Il contenuto di questo commento esprime il pensiero dell'autore e non rappresenta la linea editoriale di VareseNews.it, che rimane autonoma e indipendente. I messaggi inclusi nei commenti non sono testi giornalistici, ma post inviati dai singoli lettori che possono essere automaticamente pubblicati senza filtro preventivo. I commenti che includano uno o più link a siti esterni verranno rimossi in automatico dal sistema.