Inventiva e investimenti, per battere la crisi
La Tessitura Galma è nata a inizio anni Ottanta, è stata la prima i Italia a usare macchine a laser: è stata scelta per la visita dell'assessore regionale all'industria
Innovare, inventare, accettare ogni commessa, anche la più piccola. La frontiera simbolica dell’artigianato in tempi di crisi sta in un capannone della zona industriale di Gallarate: la
Tessitura Galma è stata scelta dall’assessore all’industria e artigianato della Regione Lombardia Andrea Gibelli come “caso” di piccola impresa che resiste alla crisi. Fondata a inizio anni Ottanta, oggi è guidata da Stefano Maffioletti (a sinistra nella foto). «Abbiamo sette dipendenti, resistiamo grazie all’inventiva e al fatto che abbiamo accettato ogni commessa, anche la più piccola» spiega il titolare. Partiti con due macchine meccaniche, a inizio anni Novanta sono stati i primi ad introdurre la lavorazione con il laser. «Abbiamo continuato ad investire – spiega Maffioletti – : nel 1995 siamo entrati in questa sede. E anche adesso abbiamo tre leasing aperti per i macchinari, altri due conclusi lo scorso anno». Impegni affrontati nonostante la crisi, che ha tagliato di oltre il 40% il fatturato. Nello spazio dentro al capannone di via Lussemburgo, accanto al titolare, lavorano sette operaie, tutte donne. Producono un po’ di tutto: lenzuola, pelletteria, oggetti in feltro, decorazioni per la casa, felpe e maglie. I clienti sono soprattutto grandi gruppi e firme, anche straniere. Però l’inventiva li spinge anche a proporre prodotti originali da proporre, dalle borse in jeans ai portaoggetti e portabottiglie realizzati in feltro, che da piccoli ritagli circolari si trasformano in oggetti “tridimensionali”. «Li presenteremo ad Artigianfiera» ha spiegato Maffioletti mostrando in anteprima l’idea a Gibelli.
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