Le mamme di Livingston: “Vogliamo lavorare”
Più di cento dipendenti della compagnia aerea in manifestazione davanti alla sede della Regione. In mattinata nominato il commissario
«Abbiamo la voglia e il diritto di crescere i nostri figli con la serenità e la dignità che è dovuta a tutti». Laura e Michela sono arrivate oggi, giovedì 21 ottobre, davanti alla sede della Regione Lombardia insieme a un centinaio di colleghi della Linvingston. Laura, mamma single, ha messo al collo un cartello con la foto di sua figlia e la scritta "Un lavoro per la mia mamma". Michela invece la sua bimba di pochi mesi l’ha portata stretta nel marsupio. «Siamo tutti giovani lavoratori – racconta Laura -. Alcuni di noi lavorano in questa compagnia da 15 anni e ormai ci sentiamo davvero come una famiglia».
La situazione della compagnia aerea è precipitata due settimane fa, con la sospensione dell’autorizzazione di volo da parte di Enac. Giovedì mattina, dopo aver già manifestato davanti alal sede della Provincia di Varese nei giorni scorsi, i lavoratori sono arrivati davanti al Pirellone intorno alle 10.30. Pochi minuti prima era arrivata la notizia della nomina del commissario, Daniele Discepolo. «Ora aspettiamo la sua presenza per chiedere un incontro e avere indicazioni su come vuole procedere – spiega Gianluigi Argiolas, della Filt Cgil -. Al momento ci sono due o tre offerte per Linvingston, ma sarà compito del commissario valutarle. L’obiettivo deve essere l’interesse della compagnia, ma soprattutto l’interesse dell’occupazione del personale».
Poco prima di mezzogiorno una delegazione è stata ricevuta dai funzionati della Regione. «Chiediamo
un sostegno – chiarisce Davina, assistente di volo – e sopratutto un controllo e una continua presenza per non dimenticare che Livingston deve continuare a volare e ad esistere come realtà industriale italiana e lombarda».
I lavoratori in presidio, raggiunti anche dal consigliere regionale del Pd Alessandro Alfieri, hanno improvvisato un girotondo intorno al Pirellone. Ad attirare però l’attenzione dei passanti è stato soprattutto un gruppo di piloti e assistenti di volo "capitanato" da Franco che si è tolto i pantaloni ed è rimasto letteralmente in mutande. «È quello che ci è successo – spiega Franco -: una compagnia aerea che improvvisamente è rimasta senza aerei. Da luglio non siamo pagati, ma siamo sempre andati a lavorare. Oggi siamo rimasti così, in mutande. Speriamo di poter indossare presto dei pantaloni».
E nell’attesa di sapere l’esito dell’incontro, il girotondo intorno al Pirellone continua. «Abbiamo ottenuto la cassa integrazione – dicono con orgoglio Laura e Michela -, potremmo starcene a casa e basta. Ma noi vogliamo lavorare. Il diritto al lavoro fa parte della nostra Costituzione: oggi invece ci sentiamo esclusi dalla categoria di cittadini normali. Noi vogliamo lavorare e crescere i nostri figli con dignità».
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