Lega: “Via dall’Afghanistan”
Attilio Fontana, Fabio Binelli e Marco Pinti si schierano con Luca Zaia e chiedono al Governo di lasciare la missione
Dopo le dichiarazioni del presidente della Regione Veneto Luca Zaia in cui auspuicava un ragionamento da parte di Governo e Parlamento circa la sempre più pressante “necessita di riportare a casa i nostri ragazzi” dall’Afghanistan, anche il sindaco di Varese Attilio Fontana esprime le proprie perplessità circa l’opportunità della partecipazione italiana alla missione internazionale.
Dopo avere ribadito il particolare legame che unisce Varese alle Forze Armate e la vicinanza alle famiglie dei soldati, il Primo Cittadino puntualizza che «le missioni internazionali costano molto, sia in vite umane, sia dal punto di vista economico. Possono permettersele i Paesi virtuosi, con i conti di bilancio a posto, non l’Italia che è un paese in bancarotta». Prosegue Fontana : «Piuttosto che spedire soldati in giro per il mondo a rischiare la vita, il Governo usi quelle risorse per dare ossigeno ai bilanci degli enti locali, per dare più soldi per scuole pubbliche, asili nido, strade sicure e politiche sociali per far fronte alla crisi economica, impiegando piuttosto il personale militare nel contrasto della criminalità e del terrorismo qui in Italia dove, come insegnano le tragiche esperienze di Madrid e Londra, si annidano le peggiori insidie».
Fabio Binelli, assessore della Giunta Fontana, aggiunge: «La solidarietà ai soldati e alle famiglie delle vittime è un punto fermo. Sarebbe tuttavia certamente più utile al Paese se le Forze Armate, piuttosto che impiegarsi in Afghanistan alla ricerca del fantasma di Bin Laden, andassero in Campania alla ricerca del bilancio della Sanità Pubblica».
Sulla stessa linea anche il consigliere provinciale varesino Marco Pinti che puntualizza anche come nei fatti «la missione di pace in Afghanistan sia in realtà una vera e propria missione di guerra, pertanto contraria alla Costituzione di cui oggi, con il ricordo dell’Ottobre di Sangue, la città ha celebrato i valori fonamentali. Siamo vicini ai nostri soldati che compiono il loro dovere, ma non dobbiamo dimenticare che non è certo bombardando vittime innocenti, come spesso succede all’aviazione americana, che si combatte il terrorismo, anzi».
«Ha ragione Zaia- conclude Pinti – l’Afghanistan si sta rivelando un nuovo Vietnam, un tragico errore di cui la classe dirigente del Paese dovrebbe prendere atto per riportare tutti a casa dove certo non mancano regioni in cui lo Stato dovrebbe imporre maggiormente, anche con la forza, la sua presenza».
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