PGT: documento propedeutico, critiche preventive
La maggioranza approva ma l'opposizione è scettica sulla prima bozza del piano di governo del territorio: "Forzatura sui tempi, nessun indirizzo concreto, politica assente" "Diventeremo l'autogrill di Malpensa"
Il PGT sbarca in consiglio comunale con l’esame del documento propedeutico, il primo abbozzo del piano che disegnerà il governo del territorio almeno per il prossimo decennio. La relativa delibera è stata approvata con 18 voti a favore e 8 contrari. In aula è tornato l’architetto Massimo Giuliani, alla guida del gruppo di lavoro che perfezionerà lo strumento urbanistico, per esporre i contenuti, a partire dai principi ispiratori legati all’ambito territorale, alla "città Malpensa" integrata nella rete urbana lombarda. Una grande città da 250mila abitanti di cui Busto è solo una parte, pur imprescindibile. Una lunga presentazione ha preceduto gli interventi dei consiglieri nel merito del documento. Critica l’opposizione, meno il solito Cislaghi (gruppo misto).
Così Grandi PD: "Come si pretende di fare in sei mesi il PGT quando abbiamo perso tre anni dopo le prime osservazioni dei cittadini, ci vogliono dai 4 ai 6 mesi per un permesso di costruire, 12-18mesi per un piano di lottizzazione, e così via". Anche sulla "città Malpensa" la critica è netta: "La conurbazione si è sviluppata a prescindere dall’aeroporto. Poi perchè nella vostra città Malpensa nemmeno considerate la Valle Olona, che ha con noi rapporti storici e consolidati e da sola vale altri 50mila abitanti almeno?". Più da sinistra, anche Antonello Corrado non approvava, rincarando sull’area Nord per la quale si è buttato via un progetto targato Mario Botta, e sulla vagheggiataura "città verde" che invece "sarà grigia fino almeno al 2025, grazie all’inceneritore". Tesi cui il presidente Speroni ribadirà che Strasburgo e Bruxelles, che ben conosce da europarlamentare, sono verdi anche con l’inceneritore in casa. "Busto diventerà l’autogrill di Malpensa, un luogo dove si passa ma non ci si ferma" insisteva Corrado, bollando infine le modalità della partecipazione pubblica alla luce dell’ultima fallimentare uscita del PGT per i rioni del centro. "Qui non è necessario accelerare ma ripartire da zero, da quello che davvero vuole la gente". Per D’Adda (PD), più che di "libro dei sogni" si tratta di affermazioni di principio fatte senza analisi concrete sul terreno: un documento che dovebbe essere politico e di indirizzo diventa un elenco di "mi piacerebbe". Critica su cui il PD insisterà. Ad esempio "Non si parla di qualità dell’aria; c’è un ottimismo fuori luogo, sembra che la nostra realtà produttiva, il nostro commercio siano in buona salute. Si scrive di ospedale unico tra Busto e Gallarate, quando da noi lo si individua verso MalpensaFiere e a Gallarate da un’altra parte… Per la leadership territoriale occorre autorevolezza. E il parco di Sant’Anna?". Sempre dal PD Ruggiero dichiarava: "Non avete idee e vi affidate ai tecnici. Vorrei una città attrattiva, vivibile, efficiente in termini di servizi. Ma ancora una volta deriviamo gli obiettivi in base a scelte altrui", che sia Malpensa o Expo. "Si forzano i tempi" faceva eco Mariani "sulla fase partecipata, e non c’è contenuto politico di indirizzo, solo i ritardi, la prova siamo assenti. E dico, siamo".
Sempre da sinistra Marta Tosi (gruppo misto) picchiava sul tasto della partecipazione, "lacunosa", e della mancanza della città vista "nel suo issuto" all’interno del documento. Guadagnandosi con ciò le reprimende scherzose di Bottini ("la partecipazione, Marta Tosi riesce a farmela odiare"), quelle irritate di Cislaghi ("partecipazione non è sostituirsi a chi deve decidere") e quelle numeri alla mano del vicesindaco Reguzzoni ("dai cittadini abbiamo avuto 427 osservazioni, i documnti sono tutti pubblicati sul sito, si fanno incontri, semnari eccetera: cosa si vuole di più?"). La maggioranza ovviamente difendeva in buon ordine il documento, senza soverchi entusiasmi ma con compattezza, con Angelucci, Riva, Bottini, accusando il centrosinistra, in sostanza, di criticare solo per un gioco delle parti. Da Bottini un’osservazione sull’importanza dell’area di Malpensafiere e sui "format commerciali", il cui panorama a Busto non è pari alle necessità. Fronte delicato che potrebbe mettere in urto con la Lega, allergica alla grande distribuzione.
Se per Reguzzoni il documento propedeutico è di buonsenso, "una tesina da sviluppare", per il sindaco Farioli si conferma la centralità di Busto nel quadro infrastrutturale, e l’indicazione politica c’è: quella per una città "integrata nella conurbazione Malpensa, per un ruolo attivo di quest’area". Aspetto, che sottolineava, mancava nei precedenti piani regolatori. "Questo è un percorso di governo della città che fa un salto culturale, perchè il vincolismo anni Settanta non ha portato a nulla".
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