Tocca a noi
Lo hanno ripetuto decine di volte. Ha iniziato Rosy Bindi, e poi via via tanti altri dirigenti del Partito democratico riuniti a Busto Arsizio per l’assemblea nazionale.
Tocca a noi è un’assunzione di responsabilità precisa. La maggiore forza dell’opposizione ha snocciolato dati, ma ancor più, ha fatto riflessioni politiche sulla situazione del Paese. Ha presentato documenti e votato mozioni. Un evento che va oltre l’essere un appuntamento di partito.
Il Pd ha scelto la nostra provincia per affrontare con chiarezza uno dei suoi problemi maggiori: il distacco con una parte del Paese e con i ceti produttivi. Un mea culpa che si è sentito ripetere spesso, fino a scrivere in un documento conclusivo, che “imprenditori e professionisti sono nel Pd a casa loro”.
C’è di più. “Siamo a Varese per una politica vicina alla realtà. La svolta del partito parte da qui”. Bersani ha così riconosciuto il valore del lavoro delle piccole imprese e dei tanti professionisti che operano su questo territorio. Il segretario del Pd era già stato altre volte a MalpensaFiere. Lui si sente uomo del Nord, ma non gli piace mettere etichette. Intanto però ha portato tutto il partito a Busto Arsizio.
Per il nostro territorio è un evento importante per diverse ragioni. Si riconoscono le caratteristiche particolari di una terra che non è fatta di “gente strana”, o solo attaccata al “dio denaro”. Si è fatto conoscere ai dirigenti quanta ricchezza esista non solo di carattere economica. Si riflette sul perché di un successo così radicato della Lega e del Pdl. Infine, con oltre mille partecipanti da ogni zona d’Italia, non è stata la presenza tocca e fuga per un comizio, o per un convegno qualsiasi.
Le valutazioni politiche le lasciamo fare a chi si occupa di quello. Certo che, quel “tocca a noi” ci riguarda molto anche qui, e anche fuori dalla politica, proprio nella Varese che all’improvviso riempie le pagine dei giornali. È stato detto molte volte che per questo territorio comunicare all’esterno è un problema serio. La percezione che fuori si ha della nostra provincia è per lo meno superficiale, quando non distorta. Noi siamo soliti dare anche una mano, viste le inutili polemiche, anche in questa occasione, tra Busto e la città capoluogo su come indicare il luogo dell’evento. Quando si cade in un localismo contornato da campanili, di strada da fare ce n’è ancora tanta.
Tocca a noi sforzarci per farci conoscere meglio, ma anche per conoscere meglio, senza pregiudizi e luoghi comuni. Proprio per procedere verso un federalismo vero, tutta l’Italia ha bisogno di maggiore relazioni tra i territori.
L’assemblea del Pd è stata una buona occasione. Va oltre i vantaggi che ha portato nei due giorni, basti pensare al grande lavoro degli operatori turistici. Tutti i protagonisti, gli attori sociali, economici e politici di ogni parte e pensiero possono brindare. Non c’era affatto bisogno del riconoscimento esterno, ma questo aiuta e non poco.
Se la rotta di cui ha parlato Rosy Bindi, ha fatto tappa a Varese, è un buon segno per tutti.
Per quanto criticata, questo vale anche per la Lega.
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