Un'”Agorà” per gli stranieri a Borsano
Una nuova scuola per migranti: lezioni gratuite per imparare non solo la lingua, ma la cultura, i diritti, la legge italiana, presso la parrocchia dei santi Pietro e Paolo. Organizza la Caritas
Agorà, come la piazza delle antiche poleis greche. Luogo d’incontro, prima e al di sopra di tutto. Questo lo spirito che animerà la scuola di lingua italiana per stranieri, i cui corsi, gratuiti (anche grazie a un piccolo contributo comunale) e tenuti da volontari, si terranno ogni mercoledì e venerdì dalle 18,30 alle 20,30 presso i locali della parrocchia di Borsano, al civico 15 di via San Pietro. Nasce dall’impegno della Caritas parrocchiale e del gruppo missionario rivolto ai migranti, ai nuovi borsanesi (e non solo) cui potrebbe risultare difficoltoso frequentare consimili scuole (alle Manzoni, in centro; a Sant’Edoardo), offrendo quindi un’opportunità in più.
Le esigenze dell’integrazione raccolte sul territorio troveranno una risposta non solo nel senso linguistico. La comprensione della lingua del paese ospitante è base e fondamento di una nuova esistenza, ma non è tutto: c’è una cultura, e un sistema giuridico, da comprendere. Come spiega Ornella Faraldo, fra gli organizzatori dell’iniziativa, «oltre alla lingua faremo conoscere agli iscritti anche il nostro diritto costituzionale, i diritti e i doveri del cittadino, in una sorta di educazione civica. Inoltre avremo una esperta contabile che li aiuterà ad apprendere come leggere una busta paga, o un documento bancario». Tutte nozioni che servirebbero anche a molti italiani, va da sè. «Inoltre, poichè non dimentichiamo chi siamo e da dove veniamo, terremo anche lezioni di storia e geografia della nostra zona, per iutare l’ambientamento e la comprensione della realtà locale. Quando gli iscritti si saranno impratichiti della lingua e delle nozioni di base, seguiranno incontri tematici con avvocati, medici, commercialisti, un sociologo, sempre per conoscere a fondo la realtà italiana e locale».
Il target? «Persone che vengono da un po’ tutto il mondo, dall’Ecuador alla Tunisia, dalla Costa d’Avorio al Bangladesh». In generale, prevalgono tre gruppi distinti: i sudamericani dell’area andina, più numerosi; i nordafricani, più qualche africano di colore; gli immigrati dal subcontinente indiano (Pakistan, Bengala). Le insegnanti coinvolte sono sette, gli iscritti per ora 33. Per lo più giovani, alcuni giovanissimi, qualcuno in coppia e con bambini.
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