Una pura follia
La puntata di Chi l’ha visto?, mercoledì sera, segna una svolta nella storia del giornalismo. La domanda che occorre farsi è quale sia il confine tra il diritto di cronaca e il rispetto delle persone. Ieri sera si è superato ogni limite per tante ragioni. Il collegamento in diretta era effettuato dalla casa del presunto omicida. Erano presenti la figlia, seppur non in video, e la mamma di Sarah. Le due donne hanno appreso da Federica Sciarelli la notizia in tempo reale con un susseguirsi di agenzie tra loro anche contraddittorie. Per quanto la conduttrice abbia cercato di gestire al meglio la trasmissione, abbiamo assistito tutti a scene surreali e assurde.
Al di là dell’esigenza di accertare tutte le responsabilità del caso, ognuno di noi ha il dovere di mettersi nei panni almeno di quelle due donne. Come si fa a spettacolarizzare così un evento che ha tutti gli ingredienti del peggior dramma immaginabile? In discussione non è la bontà o meno di Chi l’ha visto?, ma l’opportunità di gestire in diretta storie come quella di Avetrana. A cosa serve? Qual è l’urgenza?
Ci rendiamo conto che le due persone maggiormente coinvolte sono state informate come fossimo dentro un fiction? Questa volta però non si va a letto tutti un po’ più inquieti, dopo aver visto un film poliziesco un po’ violento. Non siamo dentro a uno spettacolo, ma dentro il dramma di diverse persone, di un’intera comunità.
Saranno tante le cose che andranno approfondite e spiegate di questa brutta e terribile storia. Di fronte a tanta violenza, ogni riflessione sul ruolo dei media dovrebbe passare in secondo piano, ma ieri sera si è andati ben oltre il diritto di cronaca. Rifletterci può far bene a tutti.
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