Uno spicchio di stadio intitolato al “prof” Speroni
Il presidente onorario del Varese, Peo Maroso, ha scoperto la targa che ricorda l'allenatore della scuola calcio scomparso nei giorni scorsi. A lui è stato dedicato il campetto in sintetico
Insegnante, allenatore, maestro. Tre parole per racchiudere quello che è stato, per tanti ragazzi di Varese e dintorni, il "prof" Alfredo Speroni, scomparso all’improvviso poco più di una settimana fa nei corridoi del liceo scientifico "Galileo Ferraris".
Per ricordarlo questo pomeriggio – venerdì 8 – il Varese 1910 gli ha dedicato il campo in sintetico all’interno del Franco Ossola, di fronte al bar Goalasso. Non una scelta casuale perché Speroni era una delle colonne della scuola calcio. E la grande famiglia del club biancorosso si è stretta ancora intorno al suo "prof" come aveva fatto in occasione dei funerali: a scoprire la targa (provvisoria, in attesa di quella definitiva) è arrivato il presidente onorario Peo Maroso, accompagnato da Marco Caccianiga che con Speroni aveva una collaborazione strettissima. Con loro i rappresentanti del "Ferraris", l’amministratore delegato del Varese Enzo Montemurro, mister Beppe Sannino, gli allenatori del vivaio e della scuola calcio oltre naturalmente ai bambini che stanno studiando da campioni e da uomini inseguendo un pallone. Una cerimonia sobria, con la targa coperta da una maglia del Varese, cui hanno assistito la moglie del "prof" e il figlio Alessio e a cui ha partecipato don Walter, che ha benedetto il campetto per sempre legato al nome di Speroni.
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