“Amsc, queste sono le nostre proposte”

Angelo Protasoni risponde a Mucci. "Il sindfaco dice che non portiamo contributi propositivi? Ecco cosa si deve fare secondo il Pd"

Riceviamo e pubblichiamo la risposta di Angelo Protasoni alle critiche del sindaco Mucci, che aveva accusato il Pd di «non aver mai portato alcun contributo propositivo». Protasoni ribadisce le proposte per il rilancio dell’azienda ex municipalizzata. 

Egregio Direttore,
la stucchevole ripetizione delle risposte del sindaco di Gallarate alle documentate denunce del Partito Democratico sullo stato di degrado morale e amministrativo nelle aziende ex municipalizzate è sempre la stessa: occorre anche presentare delle proposte.
Ogni volta quindi, con una fatica di Sisifo, chi ha fatto la denuncia si trova a dover ribadire che le proposte ci sono sempre state: basta saperle leggere.
Ma, purtroppo, non c’è peggior cieco di chi non vuol vedere.
In questa situazione la gloriosa e secolare azienda municipalizzata di Gallarate, che era stata resa grande e forte da generazioni di lavoratori e saggi amministratori, in pochi anni è stata sommersa da una montagna di perdite.
 
Provo a riassumere alcune delle proposte che sono già state pubblicate proprio in questa pagina.
Comincio dalla più evidente, agli occhi di qualsiasi buon amministratore: occorre ridurre e ricompattare il numero di società che sono state moltiplicate artificiosamente solo per distribuire posti di comando e prebende.
I costi dello spezzatino, che sono anche dovuti all’inefficienza che ne deriva, sono a carico dei cittadini gallaratesi. L’originaria Azienda Municipalizzata di Gallarate è stata suddivisa in otto società, tutte con lo stesso presidente – amministratore delegato che ha cumulato le relative indennità e gettoni di presenza e che si è servito di questa suddivisione per una gestione che, scriviamolo con un eufemismo, "non fa riferimento a saggi principi contabili di efficienza aziendale".
Si tratta di un centro di potere, diffuso e opaco, che deve essere riportato sotto il controllo degli azionisti della società, i cittadini gallaratesi.
 
La seconda proposta è una ovvia conseguenza della prima: bisogna che ciascuna società derivante dalla ricompattazione dello spezzatino sia presieduta da una persona diversa, capace di applicarsi in modo esclusivo alla buona amministrazione del proprio comparto.
 
La terza proposta (una esigenza irrinunciabile) è quella relativa alla eliminazione dell’attuale commistione fra il ruolo politico e quello amministrativo.
Chi amministra una azienda pubblica (anche solo una, non otto) non deve avere un doppio ruolo che lo ponga, come nel caso delle aziende gallaratesi ex municipalizzate, in una situazione di evidente conflitto di interesse. Non può sedere contemporaneamente su due poltrone, una al tavolo dell’indirizzo politico e strategico e l’altra alla scrivania dove si attuano queste direttive. Non può essere contemporaneamente controllore e controllato; non può essere dirigente politico e, nello stesso tempo, gestore di aziende pubbliche che dipendono dalla politica.
 
E’ da questi presupposti, che sono deontologici prima che amministrativi, che discendono tutte le necessità per la buona gestione del gruppo AMSC.
I primi requisiti, indispensabili, sono quelli della competenza e della capacità di chi presiede le società.
Non siamo noi a dire che l’attuale gestione è inadeguata: sono i bilanci in profondo deficit che lo dimostrano.
Dieci milioni di perdite in poco più di tre anni sono dieci milioni di motivi per cambiare il presidente unico di tutte queste aziende e per aprire una inchiesta amministrativa sul suo operato.
La scelta "strategica" e mai spiegata di buttare quasi un milione e mezzo di euro di perdite nella gestione della piscina di Saltrio (che i gallaratesi non sanno neanche dove sia) vale da sola più di mille parole.
Quali sono i motivi veri di questo sballato "investimento"? Quando avremo una spiegazione chiara?
Il Sindaco di Gallarate vuole una proposta?
E quale può essere la proposta di fronte a questo sperpero di denari pubblici, se non quella di chiudere il rubinetto e di cambiare chi lo ha manovrato fino a oggi?
 
E ancora: perché non viene accolta la richiesta di riportare le attività aziendali ai soli compiti e servizi che riguardano davvero i cittadini gallaratesi?
Si analizzi la velleitaria "spedizione in Sardegna": quanto tempo e quanti soldi abbiamo speso in questa avventura più grande delle nostre possibilità? Quando metteremo la parola fine su questa iniziativa?
 
E ancora, perché non sono state prese in esame le osservazioni relative al "Seprio Park" sotto il Centro della Gioventù? Come si può pretendere di tenere in piedi una società che costa 600.000 euro all’anno e ne incassa meno di 200.000? Ma questi conti non potevano e non dovevano essere fatti a tempo debito dai responsabili aziendali? Perché questo parcheggio è costato una sproporzione rispetto ad altri analoghi in provincia di Varese? Dove sono finiti i milioni che fanno la differenza?
Queste sono osservazioni reali e la richiesta di avere amministratori che facciano prima i conti, bene, e che non sperperino i soldi pubblici è una proposta concreta.
Così come è una proposta concreta quella di concentrare il gruppo AMSC sul suo "core business", mettendo a gara tutti i servizi non essenziali.
Che senso l’affidamento della gestione in monopolio (e per di più in perdita) della segnaletica stradale, o dei parcheggi, o dell’appalto calore?
Si parla molto, a sproposito di sussidiarietà: ma questa non significa proprio la necessità di un passo indietro della mano pubblica là dove altri possono operare, con il dovuto controllo, meglio e con minori costi per i cittadini?
 
Concludo con un’ultima proposta immediatamente attuabile: il presidente di AMSC è stato assunto come Direttore Generale, a tempo indeterminato e a stipendio fisso, nella società parallela AMSC IMPIANTI & SERVIZI.
Molti hanno parlato, giustamente, di una sostanziale auto assunzione.
Nella commissione che lo ha assunto come direttore nella società che lui stesso presiedeva c’erano persone che lui stesso aveva precedentemente assunto in AMSC.
Questo sembra un bel gioco di parole ma è solo una brutta realtà gallaratese.
In aggiunta, il bando pubblicato per la copertura di questo posto di Direttore Generale a tempo indeterminato, molto lautamente retribuito, era così generico da essere imbarazzante: non era richiesta, per esempio, né una laurea né una specifica esperienza lavorativa in aziende del settore.
Infatti, alcuni candidati (laureati e con esperienza dirigenziale) non sono neppure stati convocati per un colloquio.
Un responsabile politico cittadino ha definito immorale questa auto assunzione.
 
Cominci da qui il Sindaco di Gallarate,  che è il rappresentante della collettività gallaratese che è proprietaria di queste aziende pubbliche: chieda al presidente – direttore generale un passo indietro con una doverosa dimissione e pretenda, subito, un bando di assunzione regolare e completo con tutti i requisiti necessari per un incarico così delicato.
Questa è un’altra proposta concreta.
 

Redazione VareseNews
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Pubblicato il 04 Novembre 2010
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