Cassano e la tangenziale “a singhiozzo”
Prevista già dal piano regolatore del 1984, partita nel 2007, per ora ce n'è solo un brevissimo tratto, inutile. Morniroli: "a giugno via al secondo lotto". Il PD: "graverà sul bilancio"
Tra i segni distintitvi, diciamo pure i fiori all’occhiello di ogni pase anche piccolo che si rispetti, c’è la tangenziale, accorgimento viabilistico che permette di tenere il traffico di attraversamento lontano dal centro abitato. Il quale poi, misteriosamente, si allargherà a inglobare la tangenziale, riproponendo il problema: ma questa è un’altra storia. Chi da noi di spazio per allargarsi invece ne ha ben poco è Cassano Magnago, costretta al piede della collina e con una viabilità per nulla facile. Da un quarto di secolo l’abitato, consistente (parliamo del quinto centro della provincia per popolazione con i suoi 21mila abitanti), attende la realizzazione della tangenziale, che appare già nel piano regolatore risalente al 1984. Da allora, di tutto un sistema si sono visti un tratto a nord, che prosegue da Gallarate la direttrice che termina lungo l’imbocco della valle dell’Arnetta presso il cimitero di Oggiona Santo Stefano; e un abbozzo della tangenziale sud, il cui cantiere fu avviato dal sindaco in persona poco prima della rielezione. La previsione era che ci volessero tre anni a completare il tutto, ma passati quelli per ora tuto quello che si è fatto è la… circonvallazione dello stabilimento Lindt (nella foto), che finisce nel nulla davanti ad un posteggio. Tanto dolce è il prodotto della notissima ditta produtrice di cioccolato, quanto amara diventa la constatazione: il sistema, che dovrebbe arrivare fino alla via Bonicalza, è ancora di là da venire.
Nel piano delle opere che andrà sottoposto al consiglio comunale c’è il secondo lotto, fino alla via Gasparoli, nei pressi della piattaforma ecologica: al costo di 5,2 milioni, di cui 2,1 messi dalla Regione e tre e spiccioli li raccoglierà il Comune tramite mutuo. Spesa di fronte alla quale si arresta perplessa l’opposizione: nello specifico, il gruppo del PD: che con il consigliere Claudio Carabelli si mostra critico, valutando l’opportunità di un impegno così ingente su bilanci non certo da vacche grasse. «Il sistema anche così concepito non starà in piedi se non continuerà verso Fagnano; il breve tratto esistente mette tristezza, sembra una di quelle opere pubbliche abbandonate che ogni tanto si vedono al Sud» osserva. «In più il tratto di tangenziale nord non può essere usato, a Gallarate i camion non possono entrare da lì». La tangenziale «è un’ambizione non realizzabile senza coinvolgere i Comuni vicini» constata Carabelli, «purtroppo il territorio e l’abitato hanno questa forma data». Per il PD, che da un mese presiede la commissione bilancio pur sedendo all’opposizione, «questi progetti si sono ingoiati il bilancio di anni» senza che si veda una prospettiva concreta: «meglio altre soluzioni, una viabilità ragionata e ragionevole da concordare coi Comuni confinanti».
Su queste soluzioni alternative è molto scettico il sindaco Aldo Morniroli (Lega Nord). «Le ho chieste per anni prima di partire col primo lotto della tangenziale, e non ne ho avute. Coinvolgere i Comuni vicini? L’opposizione alcune cose proprio non le sa: che il tavolo tecnico in Provincia già prevede il collegamento Fagnano-Castelseprio (la contestata "bretella" ndr)» continuazione "naturale" della tangenziale futura, «e che con Gallarate c’è un accordo per collegare le due zone industriali sottopassando l’Autolaghi».
In questo momento il problema di Morniroli non è l’opposizione, semmai è gestire gli equilibri a volte scivolosi della coabitazione di governo col PdL, sul piano politico; e su quello tecnico venire a capo della contemporaneità del maxiintervento di Pedemontana con quello, locale, di Cassano. «Per il secondo lotto, fino a via Gasparoli, stiamo facendo le carte necessarie, ci siamo fermati a causa di Pedemontana. Comunque prevediamo di poter fare partire i lavori a giugno 2011». Solo una volta completati questi si ripeterà il procedimento per il terzo lotto fino a via Bonicalza, che correrà, con tutta la complicazione di gestire due cantieri adiacenti, in pratica parallelo a Pedemontana, più o meno fino all’altezza del cippo dedicato a Mauro Venegoni. Il quale, ricordato proprio questa domenica nel 66° anniversario del suo martirio durante la guerra di Liberazione, sarebbe non poco stupito, c’è da giurare, di assistere all’evoluzione di quella che ai suoi tempi era solo campagna.
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