Droga, sequestrati 100 kg in 10 mesi
Diffusi dalla Guardia di Finanza i dati dei sequestri effettuati solo nell'area di Cargo city. Per la maggior parte si tratta di cocaina che proviene dal centro-sud america
Il Gruppo della Guardia di Finanza di Malpensa, nei primi 10 mesi di quest’anno, dando esecuzione ad un “progetto operativo locale”, ha sequestrato, solo nell’area “Cargo City” dell’aeroporto, Kg. 98 di sostanze stupefacenti, per lo più cocaina, arrestando 13 responsabili, 11 italiani e 2 stranieri. Le Fiamme Gialle di Malpensa, in collaborazione con il personale dell’Agenzia delle Dogane, nel 2010, finora, hanno individuato, nei magazzini doganali dell’area “Cargo” dell’aeroporto, ben 48 spedizioni internazionali di merce, all’interno delle quali erano occultate, in doppi fondi, ovvero mischiate tra i prodotti usati come “copertura”, ingenti partite di droga, che sono state sequestrate. In tutto, è stato intercettato un quantitativo di circa Kg. 98 di sostanze stupefacenti, così ripartibili per categoria: Kg. 70 di cocaina, Kg. 10,6 di hashish, Kg. 9 di Khat, Kg. 4,7 di marijuana, Kg. 2,8 di ketamina e Kg. 0,6 di eroina.
I carichi di merce, utilizzati per celare lo stupefacente, provenienti, in 30 casi, dal Sud America (Argentina, Brasile, Bolivia e Perù); in 6, dal Centro America (Costarica); in 6, dall’Africa (Nigeria); in 5, dall’Asia (India, Pakistan) e, in un caso, da uno stato europeo (Olanda), sono risultati molto diversificati; tra i più emblematici, si possono citare: astucci di “mascara”; confezioni di marmellata; giubbotti e coperte impregnati di stupefacente; barattoli di pesce conservato; imbottiture di reggiseni; intercapedini di borse “porta computer”; bambole di plastica; filtri per acqua; copertine di libri; porta sapone e spazzolini da denti; giocattoli e soprammobili; bulloni industriali.
Al considerevole risultato descritto, si è arrivati, scovando la droga tra centinaia di migliaia di tonnellate di materiali sbarcati nell’aeroporto varesino, con l’utilizzazione di sofisticate metodologie di “analisi del rischio”, basate su parametri connessi al luogo di provenienza e di destino della merce, sul tipo di prodotti ufficialmente dichiarati per l’importazione in Italia, sui soggetti che figuravano come mittente e destinatario, ma, anche, in misura non indifferente, sull’esperienza investigativa, maturata lavorando assiduamente e con passione nel particolare settore delle attività “antidroga”, servendosi, in altre parole, del prezioso “Know How” in possesso dei finanzieri addetti ai controlli, un “fiuto” che solo “sul campo” si può acquisire e sviluppare e che viene trasferito, progressivamente, dai militari più anziani a quelli più giovani.
Gli arresti, nella loro globalità, corrispondono all’esecuzione di “consegne controllate”, cioè all’attuazione di “speciali” procedure, disposte dall’Autorità Giudiziaria, con le quali viene “ritardato” il sequestro dello stupefacente, facendo recapitare la droga, assieme alla merce dove è stata nascosta, a destino, “appositamente scortata”, per arrivare ad identificare ed arrestare i committenti della medesima, risalendo la “filiera” del traffico illecito, transitante dall’aeroporto.
Le località, in cui sono avvenute le “consegne a domicilio” e dove sono stati arrestati i responsabili, sono le seguenti: Bolzano, Torino, Milano, Reggio Calabria, Modena, Erba (CO), e Sesto Calende (VA).
Un’ulteriore consegna della specie di tipo internazionale, è stata effettuata, nel marzo scorso, in una località della Bulgaria, dalla polizia di quel paese, affiancata da alcuni finanzieri del Gruppo di Malpensa; in tale circostanza, sono state arrestate due donne del posto, che avevano ordinato, in Argentina, con passaggio dall’aeroporto varesino, una coperta per bambini, impregnata con Kg. 1,5 di cocaina.
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