La Basilicata nuova meta degli inglesi?
Il Financial Times dedica un ampio servizio alla regione italiana, indicata come "nuovo paradiso" per gli anglosassoni in vena d'acquisti immobiliari
Non c’è solo la Toscana nel cuore degli inglesi: l’interesse del Regno Unito sulle occasioni del mercato immobiliare italiano si è spostato in Basilicata. A dirlo è il Financial Times, il principale quotidiano economico finanziario inglese, che nei giorni scorsi ha dedicato un ampio servizio giornalistico alla Lucania, dal titolo “Tuscani in the making”.
In Lucania, in effetti, gli elementi di quell’Italia che piace tanto agli anglosassoni – e non solo a loro – ci sono tutti: natura, mare splendido, antichità, borghi medievali, vigneti, montagne e cucina sopraffina. E anche il cinema comincia a dare una mano alla regione così poco nota del bel Paese, per esempio con il film del regista e attore lucano Rocco Papaleo “Basilicata coast to coast".
Il Financial Times così segnala località dove il costo degli immobili è già bassissimo nella logica di oltre Manica e la crisi ha ulteriormente abbassato: un esempio per tutti quello di Maratea, i cui prezzi – in confronto alla costiera amalfitana, luogo di riferimento per gli anglosassoni – sono giudicati assolutamente concorrenziali. Se i prezzi nel centro di Amalfi e Positano vanno da 6.000 a 8.000 euro per metro quadrato, a Maratea le abitazioni ristrutturate del centro storico non superano i 3.200 euro al metro quadrato.
Ma nel mirino degli inglesi in cerca d’affari non c’è solo Maratea. The Financial Times cita, a esempio, il caso di Bernalda, dove il regista americano Francis Ford Coppola sta trasformando un immobile baronale semi abbandonato in un albergo. O quello di Irsina dove è in vendita un palazzo che risale al XVIII secolo di circa 800 metri quadri e 12 camere con soffitti a volta e terrazza con vista panoramica alla cifra di 170.000 euro (con un intervento di restauro previsto di circa 400.000). Discorso a parte per i Sassi di Matera, che ora sono diventati il vero motore trainante del turismo lucano: è il caso a esempio dell’antropologa americana Dorothy Zinn e suo marito che nei Sassi hanno realizzato la Locanda di San Martino, uno degli alberghi più esclusivi della città. «La difficoltà di acquisto nel 1994 è stata quella di chiedere un mutuo – racconta Zinn al quotidiano inglese – La nostra proprietà era considerata come un tugurio, tanto da chiedere tutti i tipi di garanzie. Oggi questo sarebbe ridicolo».
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