La Pro Patria tra il consorzio e la messa in mora
Due gli episodi rilevanti attorno alla società in questi giorni. Uno potrebbe annullare l'altro se, nel frattempo, non si fa vivo un compratore. Domani toccherà ai tifosi in piazza san Giovanni
Francesco Ripa e Vincenzo Sarno avrebbero avanzato la richiesta di messa in mora della società Aurora Pro Patria e lo avrebbero fatto a pochi giorni dalla nascita del consorzio che, invece, si prefigge l’obiettivo di salvarla. La voce corre da ieri sera negli ambienti calcistici ma dalla società non arriva nessuna conferma: «Al momento non è giunta in via Cà Bianca nessuna lettera dai legali di Sarno e Ripa» – si limitano a dire dalla dirigenza ma l’intenzione di farlo, i giocatori, l’hanno già manifestata più volte.
Sabato sarà il giorno della manifestazione dei tifosi (dalle 17 in piazza San Giovanni) ma, soprattutto, il giorno della firma per la costituzione del consorzio "La tigre nel Cuore", portata avanti dal sindaco Farioli insieme ad Armiraglio, presidente onorario della Pro. C’è chi parla di tre imprenditori e chi di dieci che sarebbero pronti a investire 10 mila euro ciascuno, più i tifosi che possono partecipare anche con quote da 50 euro. L’obiettivo, comunque, è quello di raccogliere almeno 100 mila euro, una cifra in grado di coprire le spese vive in attesa che qualcuno rilevi la società. Certo che la rischiesta di messa in mora (subordinata al pagamento degli stipendi entro 20 giorni) non aiuterà "La Tigre nel Cuore".
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