Sorgente inquinata, vietato bere

Probabile presenza di idrocarburi nelle sorgenti di Luvinate: così nel 30% della città di Varese non si può usare l'acqua per bere o per scopi alimentari, malgrado le sorgenti "colpite" siano già state isolate e dai rubinetti varesini ora esca solo acqua di serbatoi puliti. Tutte le indicazioni nell'articolo

acqua da bereUn bel disastro, fatto da mano ignota e per di più in un punto non precisato nella zona tra Luvinate e il Campo dei Fiori. Il risultato dell’ignoto sversamento di idrocarburi – o così sembra, stando all’odore, in attesa delle analisi più particolareggiate – nella zona nord di Varese ha inquinato le “sorgenti di Luvinate”, quella da cui Aspem trae l’acqua per i comuni di Luvinate e Casciago e per circa il 30% della città di Varese, in particolare la parte nord. Una situazione a cui Aspem ha posto subito rimedio, bloccando completamente le sorgenti stesse in entrata e in uscita. Ma che, per precauzione, darà un bel po’ di disagio a tutta la città.

COS’E’ SUCCESSO
«Abbiamo ricevuto questa mattina intorno alle 8 alcune segnalazioni di utenti della zona di Casciago, Luvinate e Varese Nord che sentivano odore di idrocarburi nell’acqua. Siamo andati a verificare subito e abbiamo immediatamente chiuso le sorgenti in via precauzionale. Dopodichè abbiamo avvertito l’Asl, fatto un prelievo per le prime analisi, e lavorato per cercare di garantire la continuità del servizio» a parlare è l’ingegner Invernizzi, l’esperto di Aspem che ha “diretto le operazioni” causate dall’inquinamento di idrocarburi. «Un inquinamento che non può che essere avvenuto stamattina: noi ieri abbiamo fatto proprio lì la totale pulizia dei filtri ed era tutto a posto».
Per il momento non è possibile ipotizzare nè la causa nè il luogo di provenienza dell’inquinamento: «Noi abbiamo fermato l’inquinamento all’altezza delle sorgenti di Luvinate, ma lì arriva acqua proveniente anche dal Campo dei Fiori: l’inquinamento può essere avvenuto ovunque, nell’ambito di quella zona» precisa Luigi Federiconi, assessore all’Ambiente del comune di Varese.  E non è possibile nemmeno dire per certo cosa abbia inquinato la falda: «Che siano idrocarburi lo ipotizziamo solo per via olfattiva. Ma dobbiamo attendere le analisi per sapere se si tratta di quello o di altro. Ed è proprio per questo che in via precauzionale consigliamo di non bere acqua nè di usarla per scopi alimentari: almeno finchè non sappiamo di cosa si tratta veramente».

COSA HANNO FATTO
«Innanzitutto abbiamo chiuso le sorgenti, sia in entrata che in uscita- spiega William Malnati, presidente di Aspem- poi abbiamo cominciato ad alimentare l’acquedotto di Varese attraverso gli altri serbatoi cittadini. L’acqua che scorre ora non proviene da Luvinate, dunque: il motivo della indicazione di non bere è che prima della chiusura potrebbe essersi fermata parte della materia inquinante in qualche sacca, che potrebbe rilasciarla in un secondo tempo».
Nel frattempo è in corso di firma l’ordinanza che renderà norma le regole che Aspem consiglia per i cittadini: «L’ordinanza verrà diffusa in giornata con un vero e proprio porta a porta fatto dagli enti interessati» assicura Giorgio de Wolf, vicesindaco di Varese.
Nel corso del pomeriggio, poi, si conosceranno i risultati delle analisi: che potranno precisare meglio il grado di rischio e rendere più circostanziate le indicazioni ai cittadini.

COSA DEVONO FARE I CITTADINI
Innanzitutto, non bere acqua del rubinetto fino a nuovo ordine. E non basta nemmeno usare i  filtri che ora sono di moda- dalle caraffe filtranti ai più sofisticati apparati ad osmosi – perchè non selezionano questo tipo di componenti.
Oltre a non berla, è importante non usarla per altri motivi alimentari: niente tè o caffè o acqua per la pasta, per intenderci. E’ possibile usarla invece per motivi igienico sanitari: cioè per lavarsi, tirare lo sciacquone, e cose simili.
Queste indicazioni varranno fino ad ulteriori avvisi: non basta non sentire più la “puzza di benzina” nell’acqua per essere certi che non sia contaminata. Armarsi di pazienza, quindi, e orecchie tese: Varesenews si premurerà di avvertirvi al più presto, come faranno anche gli altri canali di comunicazione.

LE ZONE INTERESSATE
Ribadendo il fatto che Aspem ha già chiuso le fonti dalla prima mattina e che quindi questa situazione è puramente precauzionale, queste sono le zone “colpite” dall’inquinamento della falda acquifera:
Casciago, Luvinate, la parte nord di Varese. In particolare sono coinvolti i quartieri di Montello (comprese le vie Marzorati, Guercino, Crotti); Biumo Superiore, Via Crispi (Comprese vie Cernuschi, Ronchelli); Masnago (Comprese vie Bolchini, Manin, piazza Ferrucci, via Caracciolo da angolo con via Amendola verso Avigno/Casciago),  Zona via Piemonte, via Giordani, Calcinate degli Origoni, Lissago, Mustonate, Calcinate del Pesce, Avigno, S. Cassiano, Velate, S. Ambrogio, Fogliaro, Rasa, Sacro Monte, Campo dei Fiori e le vie Oldofredi, Manara (Palace Hotel), Confalonieri, Fratelli Bandiera e Monte Tabor. Questa è la lista ufficiale pubblicata ora sul sito di Aspem. Le altre zone di Varese e gli altri comuni sono serviti di norma da altri bacini di raccolta: non possono perciò essere interessati.

ARRIVANO LE ORDINANZE
Man mano che le condizioni lo rendono possibile, cominciano anche ad essere emesse le ordinanze dei comuni interessati.  Il primo a segnalarlo, alle 14 circa,  è Luvinate, "l’epicentro" dell’inquinamento: che ha emanato, in via precauzionale e in attesa dei dati dell’Asl, un’ordinanza per il divieto per l’uso dell’acqua a fini potabili. L’amministrazione della cittadina alle porte di Varese ha anche precisato un particolare importante: cioè che ha già provveduto alla sospensione del progetto "Acqua a Km zero" nella loro Scuola Primaria. I bambini hanno già da oggi bevuto acqua di bottiglie sigillate. la disposizione rimarrà ovviamente valida fino a indicazioni certe e sicure da parte dell’ASL. Intanto a Casciago, secondo le segnalazioni dei lettori, alle 14.30 stanno passando auto comunali con l’altoparlante per le vie ad avvisare che, sino a nuovo ordine, è vietato l’uso alimentare dell’acqua. Il vicesindaco di Luvinate Alessandro Boriani precisa che a farlo è la protezione civile intercomunale Casciago-Luvinate che è «In giro per entrambi i paesi in modo da avvisare bene la popolazione».
Anche da Varese, intorno alle 16, è arrivata l’ordinanza: con l’elenco aggiornato delle vie e un particolare in più: nel capoluogo sono state anche chiuse le fontanelle pubbliche

GIOVEDI’ RIUNIONE STRAORDINARIA PER L’ACQUA
E’ convocata per Giovedì 4 novembre alle ore 18 presso la sala giunta del Comune di Varese la Commissione Tutela Ambientale, in via urgente e straordinaria.
«La decisione di riunire attorno a un tavolo Comune, Aspem, Arpa e Asl si è resa necessaria alla luce delle notizie preoccupanti sull’inquinamento della sorgente a nord di Varese –  ha spiegato Stefano Clerici, presidente della Commissione Ambiente del Comune di Varese – Il nostro compito è di fare chiarezza sulla situazione, in modo da
fornire ai cittadini un quadro completo che consenta ai Varesini di affrontare nel modo più adeguato il problema che è emerso e che, se confermato, non può certo essere sottovalutato.Per questo vogliamo mantenere altissima la soglia di attenzione ed
evitare da un lato un eccessivo allarmismo, e dall’altro che si minimizzi il problema. Spetterà poi agli organi competenti valutare eventuali responsabilità».

IN SERATA LA REVOCA DELL’ORDINANZA A VARESE
Il sindaco di Varese ha deciso alla fine del pomeriggio di revocare l’ordinanza di diveieto che aveva emesso: «A seguito degli esami di Arpa, e sentite anche le valutazioni dell’ASL, non si è riscontrato nei campioni di acqua analizzati il superamento dei limiti di nessuna sostanza inquinante o nociva per la salute» Ha dichiarato il sindaco. Le analisi, anticipate ai sindaci da Arpa, secondo le parole del sindaco di Varese sono risultate negative: «Tutti i valori sono risultati inferiori alla soglia di attenzione – precisa Fontana – Soprattutto il benzene, la sostanza più nociva che destava maggiore preoccupazione, è risultato assolutamente assente. Per questo ho deciso, dopo aver monitorato la situazione per tutta la giornata, di revocare l’ordinanza emessa nel pomeriggio».

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Pubblicato il 02 Novembre 2010
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