Famiglie tra i fornelli
Walter Capelli ha presentato "Cara Varese Buon appetito", un libro di cucina e ritratti
Piatti gustosi e ritratti familiari si alternano nelle pagine del bel libro di Walter Capelli. Un lavoro diverso dal classico volume di ricette o di fotografia. Le pagine parlano, fanno trapelare l’intimità delle cucine delle case. Insieme con queste le professionalità degli chef e dei pasticceri. Un’opera di ricerca che non perde però la sua spontaneità. Le lenti del fotografo cercano, scrutano, immortalano la vita e ne escono ritratti vivi.
"Si dice che Varese è fredda e chiusa. Il libro di Walter Capelli dimostra che invece le porte si aprono ai progetti di valore". Le parole di Gianni Spartà, che ha intervistato il fotografo varesino nella serata di presentazione, mettono in luce uno degli aspetti caratteriali di un territorio che è sempre stato considerato ostico.
La sala del De Filippi è stracolma, quasi cinquecento persone sono arrivate per partecipare alla serata. Il professor Giovanni Baggio, preside e rettore De Filippi, ha raccontato le ragioni della partecipazione della scuola. "Mancano solo i profumi e i rumori perché queste fotografie prendano anima e stimolino l’appetito, si aprano alla festa ed agli incontri".
Walter era emozionato, non si spettava una tale partecipazione, ma soprattutto tanto calore. Racconta con piacere aneddoti. "Nel percorso del libro sono capitate diverse cose divertenti, la più simpatica, che però non ho pubblicato, è stata a casa dell’artista Frattini. Mentre stavamo preparando la tavola da una bottiglia è partito il tappo e ha lavato tutto. Dovevate vedere le facce. Poi abbiamo scelto un’altra foto, ma è stato davvero la prova della spontaneità. L’ospitalità è stata ovunque padrona. Le porte si sono aperte mostrandomi dispense e piani di lavoro intensamente vissuti, sottolineando una cosa bellissima: a tavola la famiglia si incontra e trova ancora momenti di serenità. E chi per vari motivi vive da solo, tra un pugno di sale e un assaggio di pietanza, approfitta di questo tempo per riflettere".
Il lavoro è stato corale. "Ho coinvolto chef e pasticceri, – continua a raccontare Walter – che hanno lavorato per me con vera passione e professionalità, dimostrando un grande entusiasmo per il loro lavoro. Ho lasciato loro la libertà di realizzare piatti gustosi al palato e gradevoli all’occhio con l’intento di render onore al nostro territorio, dimostrando quanta creatività, ricerca e voglia di fare ci sia in molte cucine varesine".
Un libro che andrà certamente oltre l’occasione per una bella strenna e che si aggiunge ai lavori di qualità che rappresentano il Varesotto.
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