Pier Giovanni Robustelli: quando l’artigianato fa rima con Arte
Un ricordo da Confartigianato Imprese Varese
Istrionico e provocatore (quasi per gioco), con se stesso e con gli altri. Ricordare l’uomo Robustelli (Pier Giovanni) significa ricordare, nello stesso tempo, l’artista Gianni Robusti. Non si sa sino a che punto quest’ultimo fosse il suo alter-ego: l’uno e l’altro, alfine, erano la stessa persona. Anche quando prendeva parte alla vita associativa con i suoi incarichi di consigliere provinciale e componente della Giunta Esecutiva (in questa dal 2004) di Confartigianato Imprese Varese, referente della sede territoriale di Luino per la stessa struttura e Consigliere di Artigianfidi Varese. E poi, componente del Consiglio Camerale della CCIAA di Varese (dal 2007) e membro del Consiglio di Promovarese.
Quello era lo spazio più adatto per chi, come lui – scomparso martedì 29 dicembre – aveva fatto dell’Arte una ragione di vita. Nell’organizzazione della Mostra dell’Artigianato Artistico alle Ville Ponti – nelle edizioni di “I_Stanze di Creatività” e “Ingegno e Creatività” – il suo impulso fu notevole. Non solo nell’organizzazione fisica degli spazi della Mostra ma anche, e soprattutto, nello spingere la crescita delle imprese e nel tentare di far arrivare al mondo un messaggio di eleganza ed eccellenza.
Robsutelli entra nella gestione della Mostra di Ville Ponti in prima persona, senza risparmiare tempo ed energie. Il ricordo di chi ha lavorato al suo fianco, a maggior ragione in questi ultimi anni, è nitido. «Tante idee e principi condivisi: quelli di fare esplodere l’altissima qualità delle botteghe dell’artigianato e far capire che le imprese c’erano. Ci sono sempre state». Le idee si sono concretizzate dopo lunghi inseguimenti. Robustelli era sempre alla testa del gruppo.
Aveva la capacità e l’intelligenza di capire che il lavoro era di squadra, e di questo gliene dobbiamo rendere merito. Cercare i punti di riferimento tra imprese diverse era il suo scopo, perché solo in questo modo avrebbe potuto facilitare l’emersione delle eccellenze in comune. La scuola: a quella teneva tantissimo. E con quello spirito – da combattente e da bohemienne – arrivò anche a collaborare nel direttivo dell’Artigianato Artistico di Confartigianato Varese e a Ville Ponti.
Per lui era fondamentale trovare partner che si ponessero allo stesso livello delle imprese, ormai attori attivi del territorio. Ed è per questo che cullava il sogno di una Scuola d’Alto Artigianato, una sorta di corso di laurea che nobilitasse ancor più il lavoro manuale, e la creatività posta alle sue basi, sino al massimo livello. Così Robustelli lascia un’eredità che noi tutti dobbiamo – e vogliamo – seguire: perché non ci sono altre strade.
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