Fiat, cosa cambia con l’accordo
La sintesi di alcuni contenuti centrali del testo votato dai lavoratori
Sono cinque le principali novità che introduce l’accordo per il rilancio dello stabilimento Fiat di Mirafiori. L’intesa, firmata da Fim, Uilm, Ugl, Fimic, ma non dalla Fiom, è stata approvata dalla maggioranza dei lavoratori (il 54%) che si sono espressi nel referendum, dando il via libera al piano voluto dall’Ad del Lingotto, Sergio Marchionne.
ORARIO DI LAVORO E STRAORDINARI: Confermate le 40 ore di lavoro settimanali, si partirà con 10 turni lavorativi. A regime si lavorerà su 18 turni (tre turni al giorno su sei giorni) con una settimana di sei giorni lavorativi e la successiva di quattro giorni. Il 18esimo turno sarà retribuito con una maggiorazione. L’azienda inoltre potrà far ricorso allo straordinario per 120 ore annue pro capite. Per effetto delle maggiorazioni di turno e degli straordinari, la busta paga si potrà incrementare di circa 3.600 euro lordi su base annua.
PAUSE E MENSA: Le pause saranno tre di 10 minuti ciascuna , 30 minuti in tutto, contro le due da 15 e una da 10 minuti previste dal contratto nazionale. I dieci minuti che si lavorano in più saranno retribuiti (32,47 euro al mese). Per gli altri lavoratori collegati al ciclo produttivo saranno confermati 20 minuti di pausa. La mezz’ora per la mensa resterà collocata per ora all’interno del turno, ma a regime dovrebbe essere spostata a fine turno.
ASSENTEISMO: Se dal prossimo luglio la media dell’assenteismo sarà superiore al 6% si prevedono nuove regole che resteranno in vigore per un anno. E cioè che ai lavoratori non verrà riconosciuto il trattamento economico a carico dell’azienda per il primo giorno in caso di malattie brevi (di durata non superiore a 5 giorni) che precedono o seguono festività, ferie o riposo settimanale, ripetute oltre due volte nell’arco dell’anno, dal terzo episodio analogo. Restano escluse le assenze anche brevi causate da infortunio, da ricovero e da patologie gravi che comportano assenze ripetute.
CLAUSOLA RESPONSABILITÀ: Nel caso i sindacati indicano uno sciopero o vanifichino l’accordo sottoscritto si attiva la verifica preventiva nella Commissione nazionale paritetica di conciliazione che valuta eventuali provvedimenti a carico delle organizzazioni sindacali in materia di contributi sindacali, permessi per direttivi e permessi aggiuntivi per rappresentanti sindacali. Per quel che riguarda i singoli lavoratori, invece, essi sono tenuti al rispetto delle disposizioni di lavoro e contrattuali. La loro inosservanza è oggetto di contestazioni disciplinari.
RAPPRESENTANZA: Si ritorna alle rappresentanze aziendali (Rsa) al posto delle attuali Rsu che implica il fatto che i sindacati che non hanno sottoscritto l’accordo, come la Fiom, vengono esclusi dall’attività sindacale in fabbrica.
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