Lamazza e Regalia se ne vanno, Novelli resta

La situazione societaria si delinea dopo la chiusura del calciomercato con le dimissioni di consulente tecnico e direttore sportivo ma Novelli non si arrende: «Noi qui per non far morire la Pro Patria»

Poche laconiche parole per dare il suo addio alla Pro Patria, il consulente dell’area tecnica Francesco Lamazza ha rassegnato ufficialmente le dimissioni facendo seguito a quelle di Carlo Regalia, direttore sportivo fino a ieri del club bustocco. Restano in sella per il momento, nonostante le tempeste che dovranno affrontare, il mister Raffaele Novelli e il segretario generale Giuseppe Iodice.

Il giorno dopo la chiusura del mercato di gennaio il terremoto è arrivato puntuale nella sede di via Cà Bianca. La rescissione del contratto di Ripa ha provocato la reazione del direttore sportivo Regalia che, a quanto pare, sarebbe stato all’oscuro delle decisioni prese dalla proprietà e dal procuratore del giocatore. Per questo arrivano anche quelle di Lamazza: «In due anni e mezzo alla Pro Patria ne ho viste di tutti i colori – ha detto Lamazza – ho accumulato un’esperienza che vale per dieci e auguro a questa società di risollevarsi e tornare a splendere». Poche parole d’affetto che non vogliono, però, essere un addio: «Io e Regalia rimarremo vicini alla Pro Patria, al mister e alla squadra» – ha detto prima di lasciare la sala stampa.

Dopo di lui è stata data lettura da parte del capitano Domenico Cristiano del comunicato che riportiamo qui  per intero e a seguire è statao il mister Raffaele Novelli a tenere banco. L’allenatore non ha saputo trattenere le lacrime per l’addio di Regalia: «Pattoni aveva promesso – ha detto Novelli – che sarebbe stato Regalia l’uomo mercato e invece non ha rispettato la promessa, fatta davanti a tutti noi». Per Regalia Novelli ha avuto solo parole di apprezzamento: «Uomo straordinario che ha saputo tenere in piedi questo gruppo e che ha saputo sempre sdrammatizzare anche nei momenti più difficili». A Pattoni, invece, Novelli riserva un altro trattamento, anche se di poco, un po’ più conciliante: «Siamo pronti anche a venire incontro alle esigenze di budget ma pretendiamo il rispetto e l’educazione che ci è dovuta – ha detto Novelli – io da qui non me ne vado, se vorranno esonerarmi lo dovranno fare sul campo». Alla domanda specifica se ci fosse un disegno dietro la vendita di Ripa e tutte le vicende societarie di questi mesi Novelli risponde: «Il tempo è galantuomo». Novelli ha anche ringraziato nuovamente le istituzioni che «ci sono state vicine e ci sono vicine in questi giorni – ha detto – spero che tengano l’occhio sempre aperto sulla situazione societaria perchè una cosa è certa: Busto non può perdere la sua squadra e io voglio rimanere qui perchè questo non resti lettera morta».

L’applauso dei tifosi è convinto e fragoroso. Centenaro, presidente del Pro Patria Club, lo ha detto chiaro: «Lei qui ha già vinto lo scudetto». Novelli, coerente fino alla fine col suo modo di intendere il calcio e lo sport, ha detto: «Ditelo ai ragazzi, sono loro che si devono prendere questo merito. Domenica c’è da buttare in agonismo tutta questa rabbia». La Pro Patria vuole vincere ancora e domenica c’è il Savona allo Speroni.

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Pubblicato il 01 Febbraio 2011
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