Pro Patria in agonia: “Non ci sono nemmeno i libri contabili”

Una situazione catastrofica descritta dal segretario generale Iodice: si lanciano gli ultimissimi appelli, la società rischia la liquidazione. Martedì arriva la Covisoc. "Pattoni? Non parliamone". Non si potranno nemmeno stampare i biglietti per la prossima partita. Cristiano: "A marzo lascio"

Pro Patria sempre più nei guai: la conferenza stampa convocata nel pomeriggio allo stadio Speroni, dopo l’allenamento, è un bollettino di guerra. In società non ci sono più nemmeno i libri contabili, spariti chissà dove, e martedì 22 febbraio arriveranno i revisori della Covisoc per controllare la contabilità del secondo semestre 2010. In più anche i giocatori sono pronti a lasciare, e capitan Cristiano annuncia che a marzo se ne andrà, imitato da Calzi, e si suppone da altri. «Al momento sto pagando io per giocare, non è giusto».

«Le sorprese in negativo non finiscono mai – commenta il segretario generale Giuseppe Iodice -. È di oggi l’ennesima beffa: non potremo nemmeno stampare i biglietti per la prossima partita, oltre alle linee telefoniche ora anche quella Internet è staccata, per cui non potremo assicurare all’utenza il servizio di biglietteria. Tutti ne sono stati debitamente informati, incluso il Comune». Nonostante il trasferimento delle quote societarie da Tesoro a Pattoni, ormai un mese e mezzo fa, «qui manca il detersivo per i lavaggi delle maglie: servono 600 euro per quattro fusti. Gli affitti non vengono pagati, e così via. Ora il rappresentante effettivo della società diventa l’allenatore, che deve interessarsi del detersivo, dello sfratto, della carta intestata, del telefono che viene tagliato… siamo tutti noi che viviamo di riflesso una situazione negativa che alla lunga potrà creare una voragine che poi difficilmente si potrà colmare. La prossima settimana avremo la visita della Covisoc, martedì 22 febbraio: dovremo fotografare una situazione alla data del 31 dicembre che purtroppo, vuoi per l’omesso pagamento di obbligazioni varie, vuoi perchè non ci sono stati apporti al capitale da parte dei soci, è quella che è. Non riconosciamo l’attuale proprietà, ci sentiamo in autogestione: la scadenza degli impegni del 14 febbraio era stata rimandata ad oggi, ma non si è visto niente. Il discorso tecnico-amministrativo e contabile mi vede ormai da solo, e quando verrà la Covisoc non potrò esibire né libri né siuazioni contabili, lo stesso collegio sindacale della srl è dimissionario, e senza l’organo di controllo siamo veramente all’abc di una società di capitali. Non so chi abbia i libri contabili; la verifica la Covisoc non la può fare in studi privati, ma solo in sede della società e qui non c’è alcun libro contabile».

Situazione allucinante: «Se dovessero emergere situazioni irregolari, gli atti andrebbero in Procura – risponde Iodice ai giornalisti -. Qui si parla della sopravvivenza della società, diventa necessario mettere da parte attriti, frizioni tra persone e concentrare tutti gli sforzi su questo obiettivo: almeno avere i libri e la contabilità aggiornata, ad oggi per il resoconto semestrale del secondo semestre 2010 avremmo oltre il milione e mezzo di euro di perdita. Significa, codice civile alla mano, che l’attuale proprietario verrà invitato a ripianare e ricostituire il capitale sociale; l’alternativa è l’avvio della proceduta di messa in liquidazione e il fallimento. È giusto che la gente lo sappia».

S
econdo Iodice, difficilmente la Pro Patria finirà a campionato ancora in corso, se non altro per ragioni di regolarità almeno formale.  L’appello che viene da quel che resta della società è che «se c’è ancora margine si intervenga e si faccia qualcosa per evitare uno scenario catastofico che sta maturando. Siamo alla resa dei conti, finora si sono solo accumulati i debiti. Ora servono i fatti, la situazione è questa. L’attuale proprietà non ha dato alcuna rassicurazione, ma al di là dell’incapacità di sostenere l’impegno economico, ce n’é una gestionale che fa spavento. In sede di verifica sarò costretto a dire che non conserviamo qui nemmeno i libri contabili. La proprietà ne è stata avvisata da tempo e ha fatto orecchie da mercante». dice Iodice, che sarà sfrattato di casa lunedì, per morosità: la padrona di casa, ricorda, vanta pigioni arretrate. «Vorrà dire che mi adatterò a pagarmi di tasca mia l’albergo. Per fortuna qualcuno ha capito la situazione, ma sfratti e rinvii si susseguono, anche oggi è toccato a due giocatori. Con la società per cui andrò a lavorare ho preso impegni nel senso di rimanere qui ancora alcuni mesi, prima di tutto per rispetto. Noi tutti abbiamo dato massima disponibilità, dall’altra parte fumo, chiacchiere, rinvii fino a portarci a questa situazione. Non possiamo più credere alle fandonie, fin qui sono state raccontate un sacco di stupidaggini. Oggi Pattoni avrebbe dovuto pagare 500mila euro?» Iodice è scettico. «All’atto di cessione non è allegata alcuna situazione contabile, ci sono stranezze inspiegabili, con un acquisto così questa società poteva anche avere dieci milioni di euro di debito. Di Pattoni non si deve nemmeno più parlare. Vediamo di organizzare le cose in modo che chi davvero è intenzionato a dare una mano la dia. Si può ancora ipotizzare una rateizzazione con Enpals ed erario. Non saremmo qui – conclude con un ultimo appello – se non credessimo ancora in chi ha a cuore la società, nelle figure istituzionali, pur non essendo stati garantiti dalla politica. Crediamo anche in figure istituzionali in campo nazionale che possano trovare soluzioni possibili e dare continuità e futuro alla società, che è nella storia del calcio italiano».

Domenico Cristiano, il capitano, oltre a fare presente che nel mese di marzo non giocherà più, come pure il compagno Calzi, ha avuto parole durissime per l’attuale amministratore unico della società. «Per noi è nessumo, tutto ciò che ha detto è stato smentito, disatteso. Sta prendendo in giro tutti e umiliando la città. Si attivi qualcuno, queste quote vadano in mano al sindaco perchè si risolva qualcosa, se ci sono pesone serie. La speranza si sta affievolendo. Trattare con Pattoni è stata una pagliacciata, abbiamo parlato di cose fuori dal mondo: è incompetente, non ha valore nè lui né ciò che dice, che è aria fritta». L’allenatore Raffaele Novelli non è tenero con nessuno, a partire dalla "vecchia" proprietà, i Tesoro: «Hanno creato danni a noi sotto l’aspetto sportivo ed economico, ci sono ancora tante situazioni in sospeso. Quanto ad altri, è meglio che non si facciano vedere allo stadio, domenica», per il match con la Canavese. «Credo nella giustizia e penso ci debba essere, non è che si possa entrare nel calcio, creare debiti e difficoltà e starsene tranquillamente a casa, magari in un’altra città; altri stanno calcando campi a noi molto vicini, pur negando interessamenti ad altre società… ci vuole faccia tosta. Alcuni si spacciano ancora per sapientoni che conoscono il calcio, ma devono ancora imparare il rispetto per gli altri».

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Pubblicato il 18 Febbraio 2011
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