150 anni tra vizi, virtù e rivoluzioni
Gli studenti dell'Enaip hanno ricostruito attraverso oggetti e testimonianze l'unità d'Italia. Un paese con vizi, virtù e rivoluzioni epocali. Toccante l'analisi della grande emigrazione
In occasione dei 150 anni dell’unità d’Italia, gli allievi dei corsi operatore elettrico, meccanico e grafico dell’ Enaip di Varese hanno preparato una mostra che illustra i più importanti cambiamenti avvenuti nel nostro Paese.
La mostra ha come scopo principale quello di presentare, attraverso una galleria fotografica, l’avventura del popolo italiano a 150 anni dall’unità, cercando di mettere in evidenza le trasformazioni realizzate in questo periodo storico. I 150 anni di storia unitaria vengono raccontati attraverso vizi, virtù, rivoluzioni epocali nella famiglia, nel lavoro e nel costume, e anche attraverso cambiamenti demografici e stile di vita.
L’aspetto importante non è solo il risultato concreto, 14 cartelloni, ma anche il coinvolgimento dei ragazzi nel lavoro. Hanno intervistato genitori, nonni, zii, raccolto vecchie foto e oggetti per vedere con i propri occhi cosa realmente è cambiato. Hanno cosi avuto l’opportunità di ricucire i pezzi della propria storia e del proprio Paese e di recuperare le proprie radici.
I cartelloni mostrano come si sia trasformata la famiglia in un secolo e mezzo attraverso interviste ai loro nonni e bisnonni su come passavano il tempo libero, senza televisione, cinema, internet e lettori dvd. Altri mostrano comodità che una volta non c’erano: acqua corrente, elettricità ed elettronica che hanno trasformato le nostre case. Si prosegue con il lavoro e i mestieri oggi scomparsi come ad esempio il lustrascarpe, o il venditore ambulante di ghiaccio; poi sull’evoluzione della lingua italiana e su come la lingua comune abbia rafforzato la nostra identità.
Un argomento che ha colpito gli allievi è quello dell’emigrazione italiana. Dal 1861, circa 30 milioni di italiani hanno cercato fortuna all’estero, accolti dai pregiudizi che oggi riserviamo agli immigrati. Sapere che negli Stati Uniti, che da poco avevano abolito la schiavitù, si diceva che gli italiani non erano bianchi, ma nemmeno “palesemente negri”, che in Australia eravamo “l’invasione delle pelli oliva”, che venivamo chiamati “stirpe di assassini, anarchici e mafiosi”, che in Svizzera eravamo banditi persino dalle sale d’aspetto di terza classe nelle stazioni e nessuno voleva affittare loro case, perché erano “sporchi come maiali”, rumorosi e con troppi figli, ha fattio riflettere gli studenti sulla questione dell’immigrazione che proprio in questo periodo ci tocca da vicino.
Un lavoro importante dunque quello che hanno fatto i nostri alunni. Per chi volesse vedere con i propri occhi, la mostrà sarà aperta da martedì 15 a sabato 19 marzo presso l’Enaip di Varese Via Uberti n.44.
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