Bruxelles: gli italiani discriminano le imprese svizzere
La Commissione Europea ha chiesto spiegazioni alle autorità italiane circa l'esclusione di imprese elvetiche negli appalti pubblici, pratica contraria agli accordi bilaterali. Si potrebbe aprire una procedura di infrazione
Gli italiani discriminerebbero le imprese svizzere che intendono partecipare ad appalti pubblici, una pratica, insomma, che sarebbe contraria agli accordi bilaterali intercorsi tra Italia e Confederazione Elvetica nel 1999. Gli accordi disciplinano, infatti, l’accesso degli svizzeri al mercato degli appalti pubblici nell’Unione europea. È per questo motivo che la Commissione Europea è intervenuta presso le autorità italiane, chiedendo spiegazioni di questo atteggiamento che impone alle imprese svizzere, quando vogliono partecipare agli appalti pubblici in Italia, di richiedere a Roma un’autorizzazione preventiva che deve contenere tutta una serie di informazioni, cosa che non accade per le imprese tedesche o francesi.
L’avvertimento della Commissione introduce la prima fase della procedura di infrazione, nella quale si verifica la corretta applicazione del diritto comunitario negli stati membri. In questa verifica vengono ricompresi anche gli accordi bilaterali. Sulla questione è stata notificata a Roma una lettera formale da parte della Commissione. A partire dalla data di notifica, l’Italia ha due mesi di tempo per rispondere sulla questione. Se da Roma non otterrà risposta o se la stessa non convincerà la Commissione Europea, allora verrà contestata formalmente l’infrazione con la quale si ingiungerà all’Italia di cambiare lo stato delel cose in un tempo preciso. Se L’italia non provvederà scatterà il deferimento e quindi una possibile condanna di fronte alla Corte di Giustizia.
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