«In trincea» a difesa della Costituzione
Grande manifestazione in Largo Cairoli a difesa della costituzione. Sul palco, tra gli altri, Dario Fo, Salvatore Borsellino e Nando dalla Chiesa
Largo Cairoli è ormai da tempo centro del dissenso milanese. Dopo donne e studenti, oggi sono scesi in piazza i difensori della costituzione. Piero Ricca, celebre blogger meneghino che ha organizzato e presentato la lunga manifestazione, ha chiarito fin da subito un dubbio: «Questa è una manifestazione a difesa della costituzione o contro il governo? Ma è la stessa cosa!». E dato che la costituzione abbraccia una grande quantità di argomenti, sul palco di Largo Cairoli sono saliti migranti, studenti, docenti, ricercatori, partigiani, attori, cantanti e giornalisti tutti accomunati dal desiderio di difendere l’articolo che più li rappresenta. Uno dei primi ad infiammare la folla è stato Moni Ovadia. «Basterebbe solo leggere l’articolo 9 (quello che difende la cultura e il patrimonio del paese, ndr) – ha detto – per capire che chi ci governa è un nemico della costituzione». «Lui» riferendosi al premier Silvio Berlusconi crede di «essere il padrone di questo paese ma non può fare quel che vuole». Una pesante critica arriva alla cosiddetta “riforma epocale” che «colpendo la divisione dei poteri mette a repentaglio la stessa democrazia». Sul palco milanese anche Gioacchino Genchi che ha scelto di portare la sua testimonianza a Milano perchè «qui si è dimostrato che non è bastato cacciare me per mettere sotto silenzio il più grande scandalo della seconda repubblica» dato che «a Milano ci sono uomini dello Stato che non hanno paura di incriminare il presidente del consiglio». Un boato ha scosso Milano quando Dario Fo ha preso la parola. Il premio nobel ha raccontato di quando era un ragazzo e «la costituzione
la stavano ancora scrivendo». «Mi ricordo -ha continuato- le lacrime di mio padre e mio nonno quando l’hanno letta per la prima volta» scherzando dicendo che «figuratevi che c’era scritto che la repubblica si fonda sul lavoro e la legge è uguale per tutti; oggi sembrerebbe una barzelletta!». E l’affondo al governo continua. «Noi abbiamo un presidente del consiglio che è scemo» e tra gli applausi ha specificato che «solo uno scemo potrebbe credere che una prostituta sia la nipote di Mubarak o dopo un discorso invitare tutti al bunga bunga». E per lottare contro un uomo che «sta sciogliendo la nostra democrazia e sta uccidendo la nostra cultura bisogna difendere la costituzione». Dario Fo, per risolvere la situazione, ha un sogno. «Vorrei svegliarmi una mattina -ha detto- e vedere tantissimi di quegli africani che oggi stanno lottando e morendo per la democrazia arrivare in Italia a liberarci. Vorrei vedere Bossi scappare in Svizzera e sentirmi chiedere “dov’è quello che baciava le mani a Gheddafi?”».Arriva il turno di Salvatore Borsellino. Ci tiene a sottolineare che «oggi ci troviamo in una trincea per difendere la costituzione» che oggi «è a rischio di stupro da parte di un parlamento che è peggio di un mercato bovino in cui molte parlamentari sono scelte nel lettone di Arcore». Sommerso dagli applausi ha concluso gridando che «non permetteremo che la nostra costituzione sia vilipesa: resistenza!». Tra gli ultimi è salito sul palco il professor Nando dalla Chiesa che ha ripercorso la storia di Berlusconi e la giustizia che «ha un qualcosa di fantascientifico». Oggi per il professore «si attacca la scuola pubblica perchè è lì che si insegnano i valori della costituzione e ha ragione Berlusconi quando dice che “i professori inculcano valori contrari a quelli della famiglia” perchè è proprio quello che succede nei quartieri spagnoli di Napoli, allo Zen di Palermo o alla periferia di Milano». Quella di oggi è stata però – parola di Piero Ricca – solo «l’inizio di una grande mobilitazione che ci vedrà scendere in piazza ancora molte volte».
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