L’azzardo leghista
La Lega fa sul serio. Dopo Gallarate, nello stesso giorno, strappa con gli ex alleati in due diversi comuni e presenta suoi candidati a Busto Arsizio e a Malnate. Una bella sberla in faccia al Pdl. Se nella terra di Caianiello e Mucci, visti i pessimi rapporti, era quasi scontato, in quella di Farioli proprio no, tanto che il sindaco bustocco l’ha presa male anche a livello personale ("almeno potevano avvisarmi", avrebbe detto sconsolato).
Insomma, ora manca Varese per completare il quadro. Lì la situazione è ribaltata perché il Carroccio esprime il primo cittadino e potrebbe essere il Pdl a decidere lo strappo.
Non basta la sola insofferenza verso alcune situazioni locali a giustificare un simile terremoto politico. Non basta perché la posta in gioco è altissima, e la Lega sa bene che questo territorio è tutto per lei. Lo è molto più al proprio interno che non rispetto ai governi delle città. Simili scelte saranno state pensate e ponderate con molta calma e strategia, perché così divisi gli schieramenti si andrà al ballottaggio ovunque, e con tutti i giochi aperti.
La Lega fa un azzardo perché pensa di andare all’incasso di una situazione politica che la vede vincente. Lo è tanto più se ha le mani libere e può sparare a zero su tutto e su tutti, e poi si vedrà. Una specie di scommessa che diventa un salto mortale triplo. Se cade si fa davvero male, ma se le riesce, oltre agli applausi dei paganti, la fila di quanti vogliono andare a vedere lo spettacolo si farà davvero lunga. I protagonisti convertiranno ovunque in moneta forte questo loro coraggio.
Per il Pdl che ha sempre sbraitato contro lo strapotere del Carroccio, invece, potrebbe essere un’occasione unica per fare i conti e ristabilire rapporti di forza. Qui però non ci sarà la faccia del loro capo e c’è da credere che da quelle parti non si dorma sonni tranquilli.
Le elezioni poi, è bene ricordarselo, non si giocano in una sola metà del campo (ammesso che ancora esista). Per il centrosinistra si apre una stagione nuova, e se i partiti e le liste di quell’area ci crederanno davvero, la competizione elettorale si farà davvero aperta. Pd e alleati hanno già scelto i propri candidati in tutte le maggiori città condue forti novità (una donna, Luisa Oprandi a Varese e un giovane, Samuele Astuti, a Malnate).
Inoltre, ci saranno ovunque anche candidati del terzo polo e altri in ordine sparso che potrebbero drenare voti a tutti.
Il vero rischio è che tutto questo serva solo a riposizionare rapporti e relazioni, e che prevalga una mera tattica in previsione di possibili intrecci politici futuri. Ciò potrebbe significare un’altra gatta da pelare per la maggioranza a Roma, ma nel frattempo a farne le spese potrebbe essere il territorio, dove la conflittualità renderebbe molto difficile governare le città.
In uno scenario così aperto diventa importantissimo vedere cosa succede al comune di Varese.
Quello che appare, è che lontano dai riflettori romani e dai personalismi del premier, la politica, alla faccia del tanto decantato bipolarismo, si rimette in movimento in una diversa direzione.
Fin qui tattiche e strategie politiche. Vedremo poi sui contenuti e programmi se davvero tuttaquesta agitazione avrà un senso oppure no.
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