La solitudine dei numeri uno

In una giornata in cui brilla il talento del gallaratese Parolo (incubo nientemeno che per Buffon), i portieri di Varese e Pro Patria fanno passare brutti momenti ai propri sostenitori

(d. f.) La provincia di Varese non ha un nazionale di calcio dai tempi di Costacurta, se non ci ricordiamo male. In attesa che qualche giovane di belle speranze di scuola biancorossa centri la chiamata, le speranze sono riposte nel centrocampista del Cesena, Marco Parolo, che ha semi-affondato la Juventus di Buffon e che Prandelli ha già dichiarato di tenere d’occhio. Chi invece non corre il "rischio" di chiamate dall’alto sono i portieri di Varese e Pro Patria: il primo si salva più grazie ai compagni di squadra che alle sue qualità, il secondo invece trascina i tigrotti verso la sconfitta. La solitudine dei numeri uno.

Pagellone numero 48 del 14 marzo 2011

marco parolo calcio aperturaMarco Parolo 8 – Non sono solo le scelte di Delneri (voto 3: vattene!) e le gesta dei suoi presunti campioni a inzuppare di lacrime i fazzoletti dei tifosi della Juventus (ce ne sono anche nella nostra redazione sportiva…): stavolta al pianto dirotto contribuisce anche il ragazzo di Gallarate, faccia pulita e destro implacabile, che si sta imponendo all’attenzione dell’intera Serie A dove forse è approdato con colpevole (da parte dei club) ritardo. Un rigore conquistato contro Buffon e un gol alla Juve, decisivo ai fini del risultato, possono cambiare la vita: nel caso di Marco con una chiamata da parte del Napoli, la squadra di alto rango che più si è mossa per averlo a fine anno.

Aurea Cruz 7,5 – Sempre meno "croce" e sempre più delizia del popolo cortesino: l’italiano lo sta imparando grazie alle serie tv, i trucchi del mestiere li acquisisce con l’esperienza, ma la sfrontatezza e la capacità di essere decisive sono cose che non si apprendono. Se a tutto questo si aggiunge anche la continuità, quella che l’anno scorso le era mancata, la miscela diventa esplosiva: e parliamo di una giocatrice che da inizio anno è costantemente nella top 5 del campionato sia in attacco, sia in ricezione. Aurea, di nome e di fatto.

Carlo Parisi 7 – Diamo a Carlo quel che è di Carlo: le ultime due vittorie della Yamamay sono in gran parte farina del suo sacco. Sfoggiando una perfetta "poker face" il coach calabrese ha calato via via sul tavolo tutte le carte migliori e in successione ha rimesso a nuovo Havlickova, recuperato Serena dopo gli attriti con il pubblico, restituito fiducia a Marcon (ex decisiva come all’andata) e persino lasciato riposare la leonessa Havelkova, per non parlare di Bauer, ultimo “coniglio” estratto dal cilindro. Come responsabile delle risorse umane forse è un po’ scontroso, ma il cappello da alchimista gli sta benissimo.

Massimo Zappino 5 – Il presidente del Varese, Antonio Rosati, in una recente intervista lo ha avvisato: «La fortuna non è eterna». Parole che devono necessariamente conficcarsi nella testa del portiere biancorosso, talvolta decisivo ma anche troppo spesso spericolato in certi comportamenti (per esempio quando perde tempo) e indeciso in altri (leggi: le uscite alte). Ogni pallone spiovente nella sua area fa accendere preventivamente i defibrillatori in dotazione all’ambulanza che presidia lo stadio: un filo di tranquillità in più per tutti farebbe solo bene.

Matteo Andreoletti 4,5 – Il giovane portiere della Pro Patria ha colpito ancora, risultando di nuovo decisivo ma in negativo. La punizione scagliata al 40′ della ripresa da Altobelli del Rodengo è stata sì deviata, ma il numero uno tigrotto non è apparso affatto pronto, facendo perdere ulteriori punti in classifica alla già difficile situazione dei biancoblu. Dopo Savona, Canavese e Sacilese, anche il Rodengo Saiano lo ringrazia e intanto la Pro perde la vetta e si ritrova a guardarsi le spalle prima ancora di rialzare lo sguardo.

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Pubblicato il 14 Marzo 2011
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