Pesoli è determinato: “Siamo da 9, ma il sogno non è ancora finito”

Il difensore del Varese tiene i piedi per terra ma vola in alto, come in campo: «Credo sia giusto pensare ai play off. Possiamo giocarcela fino in fondo»

Questo è il suo primo anno ai piedi del Sacro Monte, ma ha già ben salde in mano le chiavi della difesa del Varese. Emanuele Pesoli è arrivato in biancorosso in silenzio, ma ha fatto parlare di sé in campo, con prestazioni da vero leader del pacchetto arretrato e mostrando un gioco aereo monopolizzante: qualsiasi pallone alto è suo, che abbia di fronte marcantoni come il giovane del Crotone Djuric o attaccanti esperti come Tiribocchi.

Emanuele, cominciamo parlando delle note positive: martedì sera è arrivato il suo primo gol in maglia biancorossa, cosa ha provato?

«Molto bello, davvero. Ci tenevo molto perché ho sempre segnato abbastanza e quest’anno non ero ancora riuscito a segnare. L’anno scorso a Cittadella ho segnato quattro gol, due addirittura su rigore. Credo inoltre che i gol dei difensori siano importanti per la squadra anche sotto l’aspetto del morale. Gli attaccanti sono i finalizzatori del gioco e fanno il loro mestiere, ma quando anche noi riusciamo a buttarla dentro ne risente favorevolmente tutta la squadra».

Passiamo ai tasti dolenti. Cosa secondo lei non sta andando bene in questo momento?

«Non penso ci sia qualcosa che non funzioni nella squadra, mi sembra piuttosto che sia solamente un momento un po’ particolare, forse un po’ sfortunato. Ma voglio vedere il bicchiere mezzo pieno, se ora ci viene tolto qualcosa, vorrà dire che ce lo prenderemo con gli interessi più avanti».

Cosa ne pensa della stagione del Varese fino ad ora?

«Se dovessi valutare il nostro campionato fino ad ora, da uno a dieci, direi un bel nove a tutti noi. Siamo partiti con ambizioni minime, con la sola idea di salvarci in testa e il fatto che tutti adesso parlano di noi è la controprova che la nostra è un’annata davvero importante».

Da qualche giornata sta giocando con la maschera a causa della rottura del setto nasale; ora come si sente?

«La frattura si è consolidata e, a parte l’aspetto estetico, il naso va bene e se tutto va bene e non subirò altri colpi o traumi tra due-tre gare potrei tornare a giocare senza maschera. All’inizio dava un po’ di fastidio, ma ora mi sono abituato e non la sento più. Per il resto devo dire che sto molto bene, anche gli altri acciacchi che avevo, in particolare all’alluce, sono guariti e posso dare il mio contributo massimo per questo finale di stagione».

Appunto, cosa si aspetta da questo rush conclusivo?

«Spero di portare a casa più punti possibile. Credo sia giusto e normale coltivare il sogno play off, come fatto l’anno scorso a Cittadella. Sono convinto che se riuscissimo a raggiungere quel risultato potremmo giocarcela fino in fondo».

Possiamo dire che il Cittadella dello scorso anno e il Varese di questa stagione hanno molti punti in comuni?

«Sì, è vero, sono realtà molto simili. Sono squadre un po’ atipiche per la categoria, formate da giocatori che, a parte pochi casi, non hanno mai vissuto da protagonisti la serie B e hanno molta fame. Inoltre c’è l’ambiente tranquillo che è molto vicino alla squadra e ti fa vivere serenamente l’avventura».

Sabato sarete impegnati sul campo del Livorno, che gara si aspetta?

«Senza dubbi sarà una partita difficilissima, contro una formazione di altissimo livello, messa in piedi per puntare senza mezze misure a vincere il campionato. Io però ho sensazioni positive, andremo al “Picchi” a giocarcela a viso aperto e senza timori».

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Pubblicato il 03 Marzo 2011
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