Pro Patria, Pattoni getta la spugna
Dopo soli due mesi di gestione l'amministratore unico della società calcistica bustocca apre ai nuovi compratori e difende la sua buona fede: «Volevo salvare la società ma ho trovato solo ostruzionismo»
Massimo Pattoni, attuale amministratore unico dell’Aurora Pro Patria, è disposto a valutare una proposta seria per cedere le quote della società, finite nelle sue mani dopo che la famiglia Tesoro ha deciso di disimpegnarsi all’inizio del campionato in corso: «In merito alle ultime vicissitudini – spiega Pattoni a Varesenews – confermo che vi è stata un’azione da parte degli organi preposti (la Guardia di Finanza di Busto Arsizio, ndr) finalizzata alla presa visione dei bilanci societari, peraltro appena giunti in mio possesso. Senza alcun problema li ho messi a disposizione».
Secondo l’agente immobiliare cremonese non ci sarebbero più le condizioni per poter andare avanti nel suo piano di abbattimento del debito: « Tale situazione blocca tutte le attività da me iniziate, a partire dal pagamento di giocatori e fornitori – sostiene Pattoni – Tutto ciò mi rattrista molto in quanto volevo fare qualcosa di concreto per questa gloriosa società che sono stato onorato di gestire seppur per un brevissimo periodo».
L’amministratore ci tiene a precisare che le sue intenzioni non erano affatto negative ma che il suo impegno era quello di risanare una situazione economica pesante e intricata: «Quello che è stato fatto da me – conclude Pattoni – è stato fatto in buona fede, mi aspetto solo che tutto ciò venga confermato da chi se ne occupa. Per quanto riguarda l’ eventuale cessione o vendita della società non pongo nessun tipo di ostacolo ad eventuali offerte serie che mi verranno proposte, dato anche il grande ostruzionismo subito sin dal mio insediamento».
L’avventura di Massimo Pattoni a Busto Arsizio, infatti, non è stata per niente positiva. Il suo arrivo a inizio gennaio allo Speroni è stato accompagnato da contestazioni, del tutto pacifiche, da parte dei tifosi, staff, giocatori e allenatore. Il nuovo proprietario, infatti, non è riuscito nei mesi successivi ad impostare un piano di risanamento condiviso da tutti, nonostante la disponibilità all’abbattimento delle spettanze da parte dei giocatori con gli stipendi più alti. Dopo tre mesi di gestione, infatti, anche il sindaco di Busto Arsizio Gigi Farioli ha chiesto all’amministratore unico di farsi da parte ed ecco il passo indietro di fronte ad una situazione economica ormai allo sfacelo. Nel frattempo i giocatori sono arrivati anche all’estremo gesto dell’occupazione per riaccendere i riflettori sulle sorti della storica società.
Ora la via ai nuovi acquirenti è spianata definitivamente. Se tutto quello che è trapelato nei giorni scorsi sulla nuova figura imprenditoriale pronta a subentrare è vero la Pro Patria potrebbe avere davvero un futuro radioso davanti a sé scevro dei tanti turbamenti che ne hanno caratterizzato l’esistenza negli ultimi tre anni.
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