Ultimatum Pro Patria: “Una settimana e tutti a casa”
Novelli e i giocatori convocano una conferenza stampa per chiedere l’aiuto dei bustocchi: «Non vogliamo gli stipendi, solo vitto e alloggio fino a fine stagione»
Ancora una settimana, poi sarà troppo tardi. L’ennesimo ultimatum della disgraziata stagione della Pro Patria arriva da Raffaele Novelli, che in luogo della seduta di allenamento prevista per il pomeriggio di martedì ha convocato una conferenza stampa a cui si è presentato accompagnato dal capitano Domenico Cristiano e da Gianluca Zanetti: «Questa mattina – ha spiegato il tecnico – i ragazzi avevano il morale a terra, a un funerale sarebbero stati più allegri. In queste condizioni ho preferito non farli allenare, qualcuno avrebbe potuto anche farsi male».
Dopo il nuovo flop della cordata che avrebbe dovuto salvare la squadra biancoblu, la situazione dei tigrotti si fa sempre più precaria: «Il tempo delle chiacchiere è finito – dice Novelli – ora è il momento di passare ai fatti. Verrebbe voglia di andarcene tutti a casa, molti volevano farlo già oggi ma alla fine abbiamo deciso di aspettare un’altra settimana, anche se già domenica a Trezzo d’Adda qualcuno potrebbe non esserci. Ormai non riusciamo più a sostenere nessuna spesa: c’è chi sta tirando fuori di tasca propria 700 euro d’affitto, chi aveva messo da parte fino a 6000 euro e ora non ha più nulla. Qualcuno, se non pagherà la rata di marzo, verrà sbattuto fuori di casa: a quel punto non resterà altra soluzione che tornare a vivere dai genitori».
L’ipotesi dell’ingresso in società di un aspirante compratore, del resto, è ormai tramontata e gli stessi giocatori si limitano a chiedere il risarcimento delle spese: «Non pretendiamo che ci sia un passaggio di proprietà – argomenta l’allenatore della Pro Patria – onde evitare casi come quello di due stagioni fa: non vogliamo le mensilità arretrate, soltanto i soldi necessari per tirare avanti. Il nostro è un appello agli imprenditori, alle forze politiche, a chiunque voglia venire in nostro soccorso, anche senza rendere pubblica la sua donazione: gli interventi silenziosi sono quelli più graditi. Ci basterebbe un proprietario di casa che mettesse a disposizione il suo appartamento, o un farmacista tifoso che ci garantisse il rifornimento di medicinali. Se proprio non ce n’è la possibilità, ce ne andiamo a casa: non è bello neppure per la nostra dignità stare qui a chiedere sempre qualcosa. Non vuole essere una forma di ricatto, è che proprio non ce la facciamo».
In un quadro così desolante, Novelli lascia comunque una porticina aperta alla speranza: «La macchina è rimasta senza benzina e si è fermata, ma si può sempre farla andare avanti spingendola». Tra le ipotesi ventilate dal mister biancoblu c’è il ritorno dell’ex direttore sportivo Carlo Regalia («Sappiamo che se n’è andato solo per non essere coinvolto in vicende poco chiare, abbiamo bisogno della sua esperienza e dei suoi contatti»), ma anche il coinvolgimento di eventuali sponsor e persino l’organizzazione di un’amichevole con avversarie di prestigio come Milan e Inter allo scopo di raccogliere fondi per la sopravvivenza della società. Se da qui a sette giorni cambierà qualcosa, promette Novelli, la squadra farà tutto il possibile: «C’è la volontà da parte di tutti di arrivare in fondo e vincere questo campionato. La conquista della Prima Divisione renderebbe la società più appetibile per un futuro acquirente e ci aiuterebbe a salvare il calcio a Busto». Più un auspicio che un pronostico, ma ormai a questa Pro Patria sono rimaste poche altre carte da giocare.
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