Varese rullo compressore, Inter in ginocchio

I biancorossi vincono in rimonta e volano a + 8 sui neroazzurri. Miceli: «come sempre la differenza l'ha fatta la squadra».

Il Varese affonda per la seconda volta l’Inter: dopo il successo a Gavirate nella sfida d’andata, i biancorossi si impongono con un perentorio 3-1 anche al centro sportivo Giacinto Facchetti e volano a + 8 proprio sui neroazzurri, seconda forza del girone del campionato Primavera.
Ancora un’ottima prestazione dei biancorossi, capaci di soffrire contenendo con ordine la voglia di rimonta degli avversari e di pungere alla distanza, lavorando bene a centrocampo e rischiando praticamente nulla in difesa.
 
CALCIO D’INIZIO – Le due squadre scendono in campo con schieramenti speculari: Mangia si affida al classico 4-4-2 in cui ripropone Romanini in fascia sinistra, con Lazaar sull’ala opposta; in attacco è Gaeta ad indossare la maglia 9 lasciata vacante da De Luca, impegnato (con successo) con la prima squadra a Trieste. Pea sceglie invece Crisetig come perno del gioco, ai cui lati lavorano bene il giovane Romanò e il cavallo di razza Faraoni; in attacco i soliti Alibec e Dell’Agnello che, come all’andata, non ne beccano una contro Toninelli, Miceli e Bianchetti.
 
PRIMO TEMPO – L’inizio del match è equilibrato: l’Inter manovra, il Varese aspetta chiudendo tutti gli spazi. Il risultato si sblocca però al quarto d’ora: Alibec vola spalla a spalla contro Miceli che cerca di portarlo all’esterno, Belenzier decide per l’uscita e stende il capitano neroazzurro appena dentro l’area, sul limite destro; sul dischetto si presenta Crisetig che spiazza il numero 1 biancorosso e porta in vantaggio i padroni di casa. La reazione biancorossa è istantanea, con Pompilio (nella foto di Fabrizio Riboni) che cerca spazio in area e prova a calciare: la conclusione a incrociare, strozzata, finisce in calcio d’angolo. Dalla bandierina di destra va lo stesso Pompilio che pareggia il conto direttamente da calcio d’angolo, disegnando una traiettoria tesa e profonda che supera Bardi e si infila sul secondo palo. Gol strepitoso del numero 10 che festeggia nel migliore dei modi la fresca convocazione in Nazionale under 19. L’Inter non ci sta e continua a lavorare sulle fasce – non trovando spazio al centro dove c’è una diga fabbricata dalla premiata ditta Barberis & Wagner -, in particolare con Faraoni che sfonda ripetutamente dal lato di Marchi; proprio da un’incursione del numero 8 arriva un cross rasoterra dal fondo, su cui Dell’Agnello non arriva per un soffio in scivolata (27′). Sulla fascia opposta è invece Romanò a trovare lo spazio per cercare, con un cross morbido, la testa di Alibec che salta però in controtempo e non riesce a dare forza alla sua incornata (28′). L’ultimo sussulto della prima frazione è il tiro di collo pieno di Pompilio, dal vertice destro dell’area, che Bardi deve deviare fuori dal primo palo in tuffo a terra (45′).
 
SECONDO TEMPO – La ripresa non regala spunti per almeno 20′. Mangia decide così di cambiare qualcosa e richiama Romanini – autore di un’altra buona prestazione sulla fascia -, inserendo Serrano a destra e mandando Lazaar a sinistra. La mossa ripaga immediatamente: Toninelli recupera palla sulla trequarti, si accentra e spara rasoterra col sinistro; Bardi non trattiene, la ribattuta finisce sui piedi proprio dell’ex neroazzurro Serrano (nella foto) che controlla e, con la punta del piede destro, indovina l’angolo vincente (22′). Fulvio Pea decide così di giocarsi il tutto per tutto, inserendo una terza punta, Thiam, e un centrocampista offensivo, Knasmullner; l’Inter però non c’è più e non riesce a rendersi mai pericoloso dalle parti di Belenzier. All’ultimo minuto di gioco arriva anche il 3-1 biancorosso (49′): Maio, lanciato in profondità, sfida in corpo a corpo Kysela, difendendo la palla in tutti i modi in attesa di un inserimento; alla sua sinistra arriva puntuale Scialpi che, servito dall’ottimo assist del compagno, apre il piattone e piazza la rete che chiude definitivamente la gara.
 
INTERVISTE – Al termine della gara c’è ovviamente grande gioia per i biancorossi che, negli spogliatoi, festeggiano cantando «e se ne va… la capolista se ne va!». Devis Mangia, scampata la doccia ma alleggerito di una cena che dovrà, giustamente, offrire ai suoi ragazzi, si presenta raggiante ai taccuini: «Grande partita. Quando giochiamo da squadra facciamo sempre molto bene. Oggi abbiamo cambiato qualche interprete: chi gioca meno degli altri potrebbe avere qualche difficoltà a inserirsi subito nei meccanismi, invece i ragazzi sono riusciti a interpretare molto bene la gara fin da subito. Sono contentissimo sia per la società sia per i ragazzi che stanno facendo grandissime cose». Il vantaggio sulla seconda in classifica è così aumentato: «Otto punti sull’Inter? Bene, ma ci sono ancora 18 punti in palio: se non vincessimo più non arriveremmo neanche quinti – sorride Devis Mangia -. Noi continuiamo a pensare partita per partita: da adesso ci concentriamo solo sul Vicenza». A nome della squadra parla invece Mirko Miceli, certezza – oggi e durante tutta la stagione – della difesa biancorossa: «E’ stata una bella gara, molto combattuta e giocata a ritmi alti. Sul rigore siamo stati sfortunati, ma abbiamo reagito e meritato di vincere: come sempre, la differenza l’ha fatta la squadra. Difesa d’acciaio? Stiamo facendo molto bene, è vero, ma l’ottimo lavoro che facciamo parte dall’attacco: i compagni del reparto avanzato si sacrificano sempre, e questo rende tutto più facile». Dove può arrivare questa squadra? «Vogliamo arrivare fino in fondo e ci proveremo: ce la giocheremo partita dopo partita, fino al traguardo».
 
Inter-Varese 1-3 (1-1)
 
Marcatori: Crisetig (I) al 15′ pt su rigore, Pompilio (V) al 22′ pt, Serrano (V) al 22′ st, Scialpi (V) al 49′ st.
 
Inter (4-4-2): Bardi; Natalino, Benedetti, Kysela, Biraghi; Faraoni (Knasmullner dal 28′ st), Carlsen (Jirasec dal 14′ st), Crisetig, Romanò (Thiam dal 28′ st); Alibec, Dell’Agnello. A disp: Gallinetta, Mannini, Galimberti, Tallo. All. Pea.
Varese (4-4-2): Belenzier; Toninelli, Miceli, Bianchetti, Marchi; Lazaar (Scialpi dal 28′ st), Wagner, Barberis, Romanini (Serrano dal 21′ st); Pompilio, Gaeta (Maio dal 7′ st). A disp: Catanese, Capriolo, Bassi, Krasniqi. All. Mangia.
Arbitro: Cafari di Cassino (Palermo di Novara e Castano di Novara)
Note. Tribuna al completo. Ammoniti: Faraoni (I), Tallo (I) per proteste dalla panchina, Romanini (V). Angoli: 4-5; fuorigioco: 5-0; tiri (in porta): 6 (3) – 14 (8), falli: 14-20, recupero: 1′ + 4′.

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Pubblicato il 19 Marzo 2011
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